 |
Bacheca |
|
|
 |
|
 |
 |
Archivio |
 |
Tempo reale |
|
|
pag. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319
 |
| |
15.12.2006 (ore 22,45) |
 |
Ancora una volta dramma e mistero |
| |
a cura di Carlo Nesti Proprio a me, nell’inverno del 2002, toccò un destino terribile: dare la notizia della scomparsa del giocatore del Brescia Mero, con la certezza che i famigliari erano già avvisati. Il giorno dopo scoprii che il padre, invece, aveva saputo tutto proprio dalla televisione, più o meno come accadde al povero Riccardo Scirea, in occasione della morte di papà Gaetano. La partita era Parma-Brescia di Coppa Italia, e i giocatori seppero all’ingresso in campo dell’atroce notizia. Ricordo nitidamente il pianto di Roberto Baggio, dopo avere saputo della sciagura dagli ultras lombardi, che avevano chiamato lui e i compagni, gridando “Mero, Mero”. Anche Juventus-Cesena è stata rinviata per lo stesso motivo di Brescia-Parma, schiacciata dallo strazio per una tragedia assurda. Dinanzi a certi eventi, sono il primo ad oppormi al vecchio slogan “The show must go on” (“Lo spettacolo deve andare avanti”), mentre invece a Bruxelles, nel 1985, Juventus-Liverpool si dovette giocare, per evitare guai peggiori a livello di ordine pubblico. A pochi mesi dal caso Pessotto, mistero e dramma si mescolano in casa Juventus, fra le lacrime: preghiamo per quei ragazzi, e per le loro famiglie, come facemmo per Gianluca. |
|
 |
| |
14.12.2006 (ore 22,30) |
 |
NESTI Channel: filo diretto Toronews |
| |
a cura di Carlo Nesti La storia che mi lega al Forum di Toronews.net è intensa, e mi ha insegnato fondamentalmente 2 cose: che ci sono tanti tifosi esperti, in chiave granata, più di noi giornalisti, e che un personaggio pubblico, come me, deve sapere incassare anche le critiche più feroci. Quotidianamente, in quel Forum, si avvicendano "topic" di tutti i tipi, ed è interessante per chiunque cogliere il petalo giusto nel fiore delle discussioni. L'idea, saltuariamente, è promuovere proprio uno di questi "topic", e "viverlo" alla mia maniera, cioè abbinandolo ad un Sondaggio, sulla parte destra della home page, aggiornato di continuo. Credo sia un sistema per restare ancora vicino al Forum, pur avendo deciso di "non disturbare i manovratori", e cioè non mettere in condizione i moderatori di dovere vigilare su miei interventi. La parte conclusiva di questo Tempo reale è dedicata alla mia opinione personale: credo che il "mister" più rappresentativo sia stato Emiliano Mondonico, per i risultati raggiunti (finale di Coppa Uefa), e per come si è calato nello spirito granata, pur non essendo sempre sincero, mi permetto di dire, negli atteggiamenti: il "Mondo", astutissimo, ha una sua "furbizia" di fondo. |
|
 |
| |
13.12.2006 (ore 21,30) |
 |
NESTI Channel: le "tavole rotonde" |
| |
a cura di Carlo Nesti Se è vero che l’”unione fa la forza”, credo che il modo ideale per esprimere la “forza” del NESTI Channel sia mettere insieme i contributi dei collaboratori, ciascuno con la sua specializzazione. Ne possono scaturire, periodicamente, le “tavole rotonde”, che trattano argomenti di attualità, con il sottoscritto nei panni di “moderatore”. Essendo un “vecchio ragazzo” degli anni Cinquanta, ricordo la favolosa imitazione di Alighiero Noschese su Jader Jacobelli, il primo “moderatore” celebre delle “Tribune politiche” televisive. Ogni volta che doveva pronunciare una “esse”, nell’interpretazione del talentuoso napoletano, lanciava sputi a lunga gittata sui parlamentari che lo circondavano, creando situazioni di straordinaria comicità. Beh, fortunatamente non pizzico la “esse”. Al massimo posso “pizzicare” i miei consulenti, se ritengo che non diano il massimo nell’analisi di un certo argomento, ma sono talmente preparati da non richiedere drastici interventi. Insomma: preferisco vedermi come un giornalistico “Re Artù”, piuttosto che come Jacobelli, cogliendo il meglio dei vari pareri. Il tema di oggi è il mercato del Torino, e in particolare il ruolo di “regista”. |
|
 |
| |
13.12.2006 (ore 00,00) |
 |
NESTI Channel: filo diretto Pulici |
| |
a cura di Carlo Nesti *) "Rocco, indipendentemente dall'aspetto tecnico, diceva di preferire sempre la gente affamata, piuttosto che con la pancia piena. Con gli stipendi di oggi è più difficile la dedizione assoluta alla causa". *) "Noi, sulla maglia granata del Toro, avevamo costruito tante cose, tanti valori oggi scomparsi. Non posso sopportare il fatto che un giocatore, oggi, indossi fino a 4 maglie diverse nel giro di 2 anni". *) "Perché non sono mai stato chiamato, in passato, dai presidenti del Toro? Forse perché il mio nome è troppo altisonante. Io sono una persona schietta, che dice quello che pensa, senza stare mai zitto". *) Quando i bambini mi chiedono per che squadra tifo, rispondo che io sono il Toro. Questa risposta ora è diventata patrimonio di tutti, e la cosa comincia a farmi paura: un amore da far paura. *) "Il Toro deve tornare al più presto, nella gerarchia del calcio, ad occupare le posizioni che gli competono, per una questione di blasone e di storia. Nessuno ci potrà togliere la gloria passata". *) "Lavorare con serenità, per il Toro, è sempre stato un problema. Ricordo l'era Pianelli, quando il presidente si stringeva a noi nei momenti bui: quante volte è successo prima di Urbano Cairo?". |
|
 |
| |
11.12.2006 (ore 23,30) |
 |
Paolino scriverà mai il suo libro? |
| |
a cura di Carlo Nesti Paolino Pulici viene intervistato dal poeta Ermanno Eandi, in esclusiva per Alessandro Costa (Primantenna), e davanti ai poeti, il cuore di chiunque si apre come un fiore a primavera: “Quando i bambini mi chiedono per che squadra tifo, da anni, rispondo sempre alla solita maniera, e cioè che io sono il Toro, e di conseguenza non posso tifare per nient’altro. Questa risposta credevo dovesse restare ristretta a pochi intimi, ma ora è diventata patrimonio di tutti, e la cosa comincia anche a farmi paura: un amore da far paura. La gente, infatti, mi vuole dovunque ci sia da affermare la leggenda granata, e mi sento circondato da tifosi e da libri. Non esiste nessun’altra società che sia in grado di far scrivere tanto giornalisti e scrittori: una letteratura infinita, basata su una storia anomala, diversa dalle altre, con tutte le sue glorie e tutti i suoi lutti, tale da scatenare la passione. Mi chiedete se scriverò mai un libro? Io no, non fa parte della mia mentalità e del mio carattere. Ma se ciò avverrà, si chiamerà semplicemente Toro, e dovranno essere i tifosi a scriverlo, mettendo insieme la raffica di ricordi che hanno di me, e che io non riesco neppure più ad ospitare nella mia memoria”. |
|
 |
|
 |
|