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  10.11.2010 (ore 23,15)
NESTI-PENSIERO MINUTO PER MINUTO
  a cura di Carlo Nesti
10-11/23,15 – SERIE A/BILANCIO – Con Lazio-Napoli, nell’ora di pranzo di domenica, potrebbe finire la favola della squadra di Reja, e proseguire il decollo di una squadra partenopea, nei miei pronostici estivi, destinata ai primi 4 posti. Il Milan esprime la forza dirompente di Ibrahimovic, e diventa la favorita per lo scudetto. Sarà decisivo un “mix” equilibrato attorno a lui, con uomini da corsa, e non da passeggio. L’Inter non vince, e questa volta va a sbattere anche contro la sfortuna. La Roma sale, e dissipa i dubbi di chi, dai tempi della Juve, ipotizza i “funerali” dell’ottimo Ranieri. Si resta in attesa di Parma-Sampdoria per capire se esiste già una Serie A1.
10-11/23,15 – JUVE/OCCASIONE – Alla luce della sconfitta della Lazio, e delle vittorie di Milan e Napoli, è un’occasione persa, anche perché la Juve retrocede al quinto posto. Tuttavia, ritengo che, come già dimostrato contro l’Inter, il Brescia valga molto più della classifica che ha, per cui il pareggio non è da affatto da buttare. Alla squadra di Del Neri, in questo momento, con 11 infortunati, e in particolare Melo e Krasic, non è concesso volare alto, se non in casa. Frattanto, arrivano 2 belle conferme: Quagliarella, con i suoi 6 gol in 10 partite, e Grosso, che dimostra di essere ancora di un livello superiore al confino senile dei “fuori rosa”. Un acquisto gradito e prezioso.
10-11/2,00 – TORO/RAGNO – Ci voleva un Toro-ragno per avere ragione della ragnatela di Mondonico. Stavolta non sono d’accordo con i mormorii del pubblico: sfido qualsiasi altra squadra a fare di meglio contro un catenaccio di queste proporzioni. Nel primo tempo, l’Albinoleffe ha giocato una partita perfetta sul piano difensivo, chiudendosi in 11, compresi i rientri delle punte. Magari il Toro non muoveva velocemente la palla, ma dove trovare spazi? E, invece, sull’unico errore avversario, Bianchi ha colpito. Nella ripresa bisognava raddoppiare per stare al sicuro, ma, in questo momento, la squadra non ne è capace. Teniamoci i 3 punti, senza sottilizzare.
7-11/22,15 – SERIE A/BILANCIO - Cinque squadre in 4 punti: dai 22 della Lazio ai 18 di Juventus e Napoli. Buon segno per la spettacolarità del campionato. Cattivo segno per chi si augurava la fuga della Lazio. Credo che la formazione di Reja lotterà per le prime posizioni, ma fra non molto cederà lo scettro. A chi? Il Milan, se Allegri avrà mano libera nel rinunciare, come a Bari, anche ai Pato e ai Ronaldinho, reciterà un ruolo fondamentale. L’Inter e la Juventus stanno perdendo pezzi da tutte le parti, ma con una differenza: i nerazzurri, reduci da un quinquennio di successi, e in mano a un allenatore meno rispettato di Mourinho, ne risentono di più.
7-11/18,15 – JUVE/ECATOMBE – In una autentica ecatombe di infortuni (11 più il giovane Ferrero, più probabilmente la new entry Melo), ogni vittoria è da accogliere con giubilo. La Juve è la squadra che segna di più, 21 gol in 10 partite, e con il maggior numero di uomini diversi, 8. Ed è la squadra che, dopo un avvio stagionale rischiatutto, ha ridotto a 6 le reti subite nelle ultime 9 partite, compresa la Europa League. Fino a quando resisterà la formazione di Del Neri, con questi acciacchi? E’ molto importante che rientri Chiellini, che reggano Aquilani, Marchisio e Melo o Sissoko, e che continui la terza giovinezza (altro che terza età!) di Del Piero, 180 gol.
6-11/17,00 – TORO/IMPOTENZA – Un Toro così fiacco, che non spaventa mai gli avversari, e che non ottiene i 3 punti, mentre gli altri volano, non verrà mai in Serie A. Sì, d’accordo: bisognava riuscire a non prendere gol, dopo 3 kappaò esterni consecutivi, ma questi non sono calcoli da squadra staccata di 8 punti dal secondo posto. Lerda vuole essere più prudente dietro per reggere 4 giocatori avanzati, e perciò esclude i terzini di spinta, D’Ambrosio e Garofalo, col risultato di azzerare i cross per Bianchi. Io, invece, per prudenza, intenderei lasciare i terzini che salgono, ma aggiungere un uomo in mezzo al campo, passando al "benedetto" modulo 4-3-3.
  10.11.2010 (ore 02,00)
NESTI-PENSIERO MINUTO PER MINUTO
  a cura di Carlo Nesti
10-11/2,00 – TORO/RAGNO – Ci voleva un Toro-ragno per avere ragione della ragnatela di Mondonico. Stavolta non sono d’accordo con i mormorii del pubblico: sfido qualsiasi altra squadra a fare di meglio contro un catenaccio di queste proporzioni. Nel primo tempo, l’Albinoleffe ha giocato una partita perfetta sul piano difensivo, chiudendosi in 11, compresi i rientri delle punte. Magari il Toro non muoveva velocemente la palla, ma dove trovare spazi? E, invece, sull’unico errore avversario, Bianchi ha colpito. Nella ripresa bisognava raddoppiare per stare al sicuro, ma, in questo momento, la squadra non ne è capace. Teniamoci i 3 punti, senza sottilizzare.
7-11/22,15 – SERIE A/BILANCIO - Cinque squadre in 4 punti: dai 22 della Lazio ai 18 di Juventus e Napoli. Buon segno per la spettacolarità del campionato. Cattivo segno per chi si augurava la fuga della Lazio. Credo che la formazione di Reja lotterà per le prime posizioni, ma fra non molto cederà lo scettro. A chi? Il Milan, se Allegri avrà mano libera nel rinunciare, come a Bari, anche ai Pato e ai Ronaldinho, reciterà un ruolo fondamentale. L’Inter e la Juventus stanno perdendo pezzi da tutte le parti, ma con una differenza: i nerazzurri, reduci da un quinquennio di successi, e in mano a un allenatore meno rispettato di Mourinho, ne risentono di più.
7-11/18,15 – JUVE/ECATOMBE – In una autentica ecatombe di infortuni (11 più il giovane Ferrero, più probabilmente la new entry Melo), ogni vittoria è da accogliere con giubilo. La Juve è la squadra che segna di più, 21 gol in 10 partite, e con il maggior numero di uomini diversi, 8. Ed è la squadra che, dopo un avvio stagionale rischiatutto, ha ridotto a 6 le reti subite nelle ultime 9 partite, compresa la Europa League. Fino a quando resisterà la formazione di Del Neri, con questi acciacchi? E’ molto importante che rientri Chiellini, che reggano Aquilani, Marchisio e Melo o Sissoko, e che continui la terza giovinezza (altro che terza età!) di Del Piero, 180 gol.
6-11/17,00 – TORO/IMPOTENZA – Un Toro così fiacco, che non spaventa mai gli avversari, e che non ottiene i 3 punti, mentre gli altri volano, non verrà mai in Serie A. Sì, d’accordo: bisognava riuscire a non prendere gol, dopo 3 kappaò esterni consecutivi, ma questi non sono calcoli da squadra staccata di 8 punti dal secondo posto. Lerda vuole essere più prudente dietro per reggere 4 giocatori avanzati, e perciò esclude i terzini di spinta, D’Ambrosio e Garofalo, col risultato di azzerare i cross per Bianchi. Io, invece, per prudenza, intenderei lasciare i terzini che salgono, ma aggiungere un uomo in mezzo al campo, passando al "benedetto" modulo 4-3-3.
5-11/21,00 – TORO/RED BULL – Ora siamo alla farsa. I tifosi del Toro aspettano da una vita un grande proprietario, e cioè chi sia in grado di riportare la società ai fasti del passato. Finalmente, seppure in modo ancora lontanissimo dalla definizione di una trattativa, si affaccia alla finestra un colosso: la Red Bull. Evviva! Verrebbe da pensare. E invece no: evviva un corno! I “crucchi” scendono in Piemonte, e pretendono, in omaggio alla coerenza del marketing, di cambiare i colori sociali, sostituendo il rosso al granata. Perfetto: togliamo anche al Toro il granata, dopo avere tolto uno scudetto e il Filadelfia. E no! Io mi tengo Cairo, e grido: tanti saluti, e grazie!
5-11/2,30 – JUVE/ELIMINATA – I dirigenti non potranno mai ammetterlo, ma il quarto pareggio in Europa League, condanna virtuale all’eliminazione, è figlio di un cambio di strategia. La società era sincera quando diceva di tenere al trofeo, perché assicurava fondi utili. Il monte-infortuni (11 giocatori), tuttavia, ha indotto la squadra a “frenare”, pensando al campionato. Le note negative sono state: Krasic non solo ingabbiato dagli avversari, ma scientificamente “gambizzato”; Legrottaglie stirato, dopo un’ottima prestazione individuale, nel momento in cui manca anche Chiellini; e Amauri ancora una volta fantomatico, e impalpabile in zona-gol.
  07.11.2010 (ore 18,15)
NESTI-PENSIERO MINUTO PER MINUTO
  a cura di Carlo Nesti
7-11/22,15 – SERIE A/BILANCIO - Cinque squadre in 4 punti: dai 22 della Lazio ai 18 di Juventus e Napoli. Buon segno per la spettacolarità del campionato. Cattivo segno per chi si augurava la fuga della Lazio. Credo che la formazione di Reja lotterà per le prime posizioni, ma fra non molto cederà lo scettro. A chi? Il Milan, se Allegri avrà mano libera nel rinunciare, come a Bari, anche ai Pato e ai Ronaldinho, reciterà un ruolo fondamentale. L’Inter e la Juventus stanno perdendo pezzi da tutte le parti, ma con una differenza: i nerazzurri, reduci da un quinquennio di successi, e in mano a un allenatore meno rispettato di Mourinho, ne risentono di più.
7-11/18,15 – JUVE/ECATOMBE – In una autentica ecatombe di infortuni (11 più il giovane Ferrero, più probabilmente la new entry Melo), ogni vittoria è da accogliere con giubilo. La Juve è la squadra che segna di più, 21 gol in 10 partite, e con il maggior numero di uomini diversi, 8. Ed è la squadra che, dopo un avvio stagionale rischiatutto, ha ridotto a 6 le reti subite nelle ultime 9 partite, compresa la Europa League. Fino a quando resisterà la formazione di Del Neri, con questi acciacchi? E’ molto importante che rientri Chiellini, che reggano Aquilani, Marchisio e Melo o Sissoko, e che continui la terza giovinezza (altro che terza età!) di Del Piero, 180 gol.
6-11/17,00 – TORO/IMPOTENZA – Un Toro così fiacco, che non spaventa mai gli avversari, e che non ottiene i 3 punti, mentre gli altri volano, non verrà mai in Serie A. Sì, d’accordo: bisognava riuscire a non prendere gol, dopo 3 kappaò esterni consecutivi, ma questi non sono calcoli da squadra staccata di 8 punti dal secondo posto. Lerda vuole essere più prudente dietro per reggere 4 giocatori avanzati, e perciò esclude i terzini di spinta, D’Ambrosio e Garofalo, col risultato di azzerare i cross per Bianchi. Io, invece, per prudenza, intenderei lasciare i terzini che salgono, ma aggiungere un uomo in mezzo al campo, passando al "benedetto" modulo 4-3-3.
5-11/21,00 – TORO/RED BULL – Ora siamo alla farsa. I tifosi del Toro aspettano da una vita un grande proprietario, e cioè chi sia in grado di riportare la società ai fasti del passato. Finalmente, seppure in modo ancora lontanissimo dalla definizione di una trattativa, si affaccia alla finestra un colosso: la Red Bull. Evviva! Verrebbe da pensare. E invece no: evviva un corno! I “crucchi” scendono in Piemonte, e pretendono, in omaggio alla coerenza del marketing, di cambiare i colori sociali, sostituendo il rosso al granata. Perfetto: togliamo anche al Toro il granata, dopo avere tolto uno scudetto e il Filadelfia. E no! Io mi tengo Cairo, e grido: tanti saluti, e grazie!
5-11/2,30 – JUVE/ELIMINATA – I dirigenti non potranno mai ammetterlo, ma il quarto pareggio in Europa League, condanna virtuale all’eliminazione, è figlio di un cambio di strategia. La società era sincera quando diceva di tenere al trofeo, perché assicurava fondi utili. Il monte-infortuni (11 giocatori), tuttavia, ha indotto la squadra a “frenare”, pensando al campionato. Le note negative sono state: Krasic non solo ingabbiato dagli avversari, ma scientificamente “gambizzato”; Legrottaglie stirato, dopo un’ottima prestazione individuale, nel momento in cui manca anche Chiellini; e Amauri ancora una volta fantomatico, e impalpabile in zona-gol.
2-11/0,30 – TORO/RIVALSA – Di brutto, l’episodio del gol dell’Ascoli, l’ottavo subito su 17 complessivi nel primo quarto d’ora. Di fortunato, l’episodio del pareggio, con quel pallone-saponetta che ha favorito i granata agonizzanti. Ma, dall’1-1 in poi, solo e sempre il Toro, che ha cinto d’assedio gli avversari, che ha reclamato 2 rigori (per me, c’erano entrambi per “danno procurato” su Sgrigna e Pellicori), e che ha vinto meritatamente nella ripresa. Come contro il Vicenza, superlativo Lazarevic a destra, ma anche efficace Iunco a sinistra, con Sgrigna, al centro, raffinato nelle giocate. Viva la Curva Maratona, “esiliata” in tribuna, ma sanguigna senza violenza.
  06.11.2010 (ore 17,00)
NESTI-PENSIERO MINUTO PER MINUTO
  a cura di Carlo Nesti
6-11/17,00 – TORO/IMPOTENZA – Un Toro così fiacco, che non spaventa mai gli avversari, e che non ottiene i 3 punti, mentre gli altri volano, non verrà mai in Serie A. Sì, d’accordo: bisognava riuscire a non prendere gol, dopo 3 kappaò esterni consecutivi, ma questi non sono calcoli da squadra staccata di 8 punti dal secondo posto. Lerda vuole essere più prudente dietro per reggere 4 giocatori avanzati, e perciò esclude i terzini di spinta, D’Ambrosio e Garofalo, col risultato di azzerare i cross per Bianchi. Io, invece, per prudenza, intenderei lasciare i terzini che salgono, ma aggiungere un uomo in mezzo al campo, passando al "benedetto" modulo 4-3-3.
5-11/21,00 – TORO/RED BULL – Ora siamo alla farsa. I tifosi del Toro aspettano da una vita un grande proprietario, e cioè chi sia in grado di riportare la società ai fasti del passato. Finalmente, seppure in modo ancora lontanissimo dalla definizione di una trattativa, si affaccia alla finestra un colosso: la Red Bull. Evviva! Verrebbe da pensare. E invece no: evviva un corno! I “crucchi” scendono in Piemonte, e pretendono, in omaggio alla coerenza del marketing, di cambiare i colori sociali, sostituendo il rosso al granata. Perfetto: togliamo anche al Toro il granata, dopo avere tolto uno scudetto e il Filadelfia. E no! Io mi tengo Cairo, e grido: tanti saluti, e grazie!
5-11/2,30 – JUVE/ELIMINATA – I dirigenti non potranno mai ammetterlo, ma il quarto pareggio in Europa League, condanna virtuale all’eliminazione, è figlio di un cambio di strategia. La società era sincera quando diceva di tenere al trofeo, perché assicurava fondi utili. Il monte-infortuni (11 giocatori), tuttavia, ha indotto la squadra a “frenare”, pensando al campionato. Le note negative sono state: Krasic non solo ingabbiato dagli avversari, ma scientificamente “gambizzato”; Legrottaglie stirato, dopo un’ottima prestazione individuale, nel momento in cui manca anche Chiellini; e Amauri ancora una volta fantomatico, e impalpabile in zona-gol.
2-11/0,30 – TORO/RIVALSA – Di brutto, l’episodio del gol dell’Ascoli, l’ottavo subito su 17 complessivi nel primo quarto d’ora. Di fortunato, l’episodio del pareggio, con quel pallone-saponetta che ha favorito i granata agonizzanti. Ma, dall’1-1 in poi, solo e sempre il Toro, che ha cinto d’assedio gli avversari, che ha reclamato 2 rigori (per me, c’erano entrambi per “danno procurato” su Sgrigna e Pellicori), e che ha vinto meritatamente nella ripresa. Come contro il Vicenza, superlativo Lazarevic a destra, ma anche efficace Iunco a sinistra, con Sgrigna, al centro, raffinato nelle giocate. Viva la Curva Maratona, “esiliata” in tribuna, ma sanguigna senza violenza.
31-10/23,00 – SERIE A/BILANCIO – L’aquila vola sull’Olimpico, e non solo sull’Olimpico, ma, decisamente, sul resto d’Italia. Fino a quando volerà, non è dato sapere, ma quelle ali che sbattono dicono che il calcio è ancora fantastico, in quanto imprevedibile. Quanti comuni mortali avrebbero scommesso su questo primo posto, a fine ottobre? Roba da mega-sistemisti dell’Enalotto. Complimenti a Reja, che ricordo a Torino carico di buon senso, e condannato soltanto da un palo interno di tale Dorigo, nello spareggio di Reggio Emilia contro la mamma di Gaucci (i tifosi granata capiscono). C’è chi aspetta Amauri, e c’è chi gode con Mauri: viva Lotito, ergo sum.
31-10/1,00 – JUVE/SORPRESA – Al Meazza succede quello che non ti aspetti: una Juve priva non solo di Krasic, Amauri e Iaquinta, ma anche di Chiellini, non solo non si arrende, ma supera il Milan e i suoi acciacchi. Questo significa che, ormai, esistono una personalità e un copione metabolizzati, più forti delle emergenze e dei cambi di modulo. La Juve è Squadra, con la “s” volutamente maiuscola”, imperniata sulla felice coesistenza Aquilani-Marchisio-Melo, e non spaventata da una panchina verdissima, con Costantino, Giandonato, Sorensen e Giannetti. Sono felice per Martinez, nel quale credo, che ha finalmente avuto l’occasione per esibirsi sui livelli di Catania.
  05.11.2010 (ore 21,00)
NESTI-PENSIERO MINUTO PER MINUTO
  a cura di Carlo Nesti
5-11/21,00 – TORO/RED BULL – Ora siamo alla farsa. I tifosi del Toro aspettano da una vita un grande proprietario, e cioè chi sia in grado di riportare la società ai fasti del passato. Finalmente, seppure in modo ancora lontanissimo dalla definizione di una trattativa, si affaccia alla finestra un colosso: la Red Bull. Evviva! Verrebbe da pensare. E invece no: evviva un corno! I “crucchi” scendono in Piemonte, e pretendono, in omaggio alla coerenza del marketing, di cambiare i colori sociali, sostituendo il rosso al granata. Perfetto: togliamo anche al Toro il granata, dopo avere tolto uno scudetto e il Filadelfia. E no! Io mi tengo Cairo, e grido: tanti saluti, e grazie!
5-11/2,30 – JUVE/ELIMINATA – I dirigenti non potranno mai ammetterlo, ma il quarto pareggio in Europa League, condanna virtuale all’eliminazione, è figlio di un cambio di strategia. La società era sincera quando diceva di tenere al trofeo, perché assicurava fondi utili. Il monte-infortuni (11 giocatori), tuttavia, ha indotto la squadra a “frenare”, pensando al campionato. Le note negative sono state: Krasic non solo ingabbiato dagli avversari, ma scientificamente “gambizzato”; Legrottaglie stirato, dopo un’ottima prestazione individuale, nel momento in cui manca anche Chiellini; e Amauri ancora una volta fantomatico, e impalpabile in zona-gol.
2-11/0,30 – TORO/RIVALSA – Di brutto, l’episodio del gol dell’Ascoli, l’ottavo subito su 17 complessivi nel primo quarto d’ora. Di fortunato, l’episodio del pareggio, con quel pallone-saponetta che ha favorito i granata agonizzanti. Ma, dall’1-1 in poi, solo e sempre il Toro, che ha cinto d’assedio gli avversari, che ha reclamato 2 rigori (per me, c’erano entrambi per “danno procurato” su Sgrigna e Pellicori), e che ha vinto meritatamente nella ripresa. Come contro il Vicenza, superlativo Lazarevic a destra, ma anche efficace Iunco a sinistra, con Sgrigna, al centro, raffinato nelle giocate. Viva la Curva Maratona, “esiliata” in tribuna, ma sanguigna senza violenza.
31-10/23,00 – SERIE A/BILANCIO – L’aquila vola sull’Olimpico, e non solo sull’Olimpico, ma, decisamente, sul resto d’Italia. Fino a quando volerà, non è dato sapere, ma quelle ali che sbattono dicono che il calcio è ancora fantastico, in quanto imprevedibile. Quanti comuni mortali avrebbero scommesso su questo primo posto, a fine ottobre? Roba da mega-sistemisti dell’Enalotto. Complimenti a Reja, che ricordo a Torino carico di buon senso, e condannato soltanto da un palo interno di tale Dorigo, nello spareggio di Reggio Emilia contro la mamma di Gaucci (i tifosi granata capiscono). C’è chi aspetta Amauri, e c’è chi gode con Mauri: viva Lotito, ergo sum.
31-10/1,00 – JUVE/SORPRESA – Al Meazza succede quello che non ti aspetti: una Juve priva non solo di Krasic, Amauri e Iaquinta, ma anche di Chiellini, non solo non si arrende, ma supera il Milan e i suoi acciacchi. Questo significa che, ormai, esistono una personalità e un copione metabolizzati, più forti delle emergenze e dei cambi di modulo. La Juve è Squadra, con la “s” volutamente maiuscola”, imperniata sulla felice coesistenza Aquilani-Marchisio-Melo, e non spaventata da una panchina verdissima, con Costantino, Giandonato, Sorensen e Giannetti. Sono felice per Martinez, nel quale credo, che ha finalmente avuto l’occasione per esibirsi sui livelli di Catania.
25-10/23,15 – JUVE/ATTACCO – In attesa della decisione su Krasic, la Juve torna al punto di partenza, quello dell’inizio della stagione: sono nuovamente fuori causa, per motivi fisici, Amauri e Iaquinta. Personalmente, ritengo che il secondo, ormai, non dia più garanzie per il futuro. Il primo, invece, si è bloccato 2 volte mentre stava tornando un giocatore di calcio, integro e grintoso. E’ una botta terribile per la squadra, priva di “torri”, in un 4-4-2 nato per le “torri”. Con Del Piero e Quagliarella, bisogna cambiare copione, e a Bari, nell’esordio di campionato, fu un disastro. Sospendo, purtroppo, ogni giudizio sulle possibilità immediate della Juve.
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