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23.11.2009 (ore 23,15) |
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LE MIE OPINIONI SUL CALCIO MINUTO PER MINUTO |
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a cura di Carlo Nesti 23-11/23,15 - TORO/RISULTATO - Contro un Cesena così, terzo in classifica non a caso, bisogna festeggiare l'1-1, anche se, in maniera avventurosa, i granata erano andati in vantaggio. Per l'ennesima volta, il "rombo" ha dimostrato la sua inadeguatezza, costringendo Diana e Rubin a una marcatura estenuante su Giaccherini e Schelotti. Inoltre, viene accentrato, come "vertice alto", l'unico uomo-cross a disposizione, e cioè Gasbarroni. Avere un ariete come Bianchi da 11 gol, e non riuscire mai a servirgli una palla decente, grida vendetta. Non si può regalare sempre un tempo agli avversari, e poi cambiare, regolarmente, solo nel secondo tempo. Il passaggio al 4-2-3-1, quanto meno, ha ridimensionato il Cesena, affrontato con il suo stesso modulo. Individualmente, Belingheri ha confermato di non essere un centrocampista, e Vantaggiato di essere un'altra prima punta, incapace di dialogare con Bianchi.
23-11/0,30 - JUVE/COLPO - Nonostante una Udinese rimaneggiata, ritengo che, per la Juve, sia un colpo... Grosso. Importante tenersi a 5 punti dall'Inter, a ridosso della supersfida. E importante ottenere i 3 punti contro un'avversaria, proprio perché penalizzata dalle assenze, molto più arroccata del solito. Sul piano del gioco, purtroppo, resta la mia solita sensazione: il vero Diego è Camoranesi, e guai se l'azzurro mancasse, perché gli altri fantasisti non incantano, e perché Del Piero deve ancora scaldare il motore. Il mercato estivo brilla in Caceres e Grosso, i terzini che hanno confezionato il gol, ma barcolla dinanzi non solo a Diego, ma soprattutto a Felipe Melo, lontano parente di un certo Zanetti. Il 4-2-3-1 risolve parecchi problemi, ma, come unica punta, credo che la soluzione-Amauri sia la meno convincente, rispetto a Iaquinta e Trezeguet kappaò.
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23.11.2009 (ore 0,30) |
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LE MIE OPINIONI SUL CALCIO MINUTO PER MINUTO |
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a cura di Carlo Nesti 23-11/0,30 - JUVE/COLPO - Nonostante una Udinese rimaneggiata, ritengo che, per la Juve, sia un colpo... Grosso. Importante tenersi a 5 punti dall'Inter, a ridosso della supersfida. E importante ottenere i 3 punti contro un'avversaria, proprio perché penalizzata dalle assenze, molto più arroccata del solito. Sul piano del gioco, purtroppo, resta la mia solita sensazione: il vero Diego è Camoranesi, e guai se l'azzurro mancasse, perché gli altri fantasisti non incantano, e perché Del Piero deve ancora scaldare il motore. Il mercato estivo brilla in Caceres e Grosso, i terzini che hanno confezionato il gol, ma barcolla dinanzi non solo a Diego, ma soprattutto a Felipe Melo, lontano parente di un certo Zanetti. Il 4-2-3-1 risolve parecchi problemi, ma, come unica punta, credo che la soluzione-Amauri sia la meno convincente, rispetto a Iaquinta e Trezeguet kappaò.
17-11/13,15 – TORINO/CAMBIARE - Credo che sia lecito pensare a moduli come il 4-3-1-2 (“rombo”) o il 4-3-3 (a Piacenza) solo quando si è sicuri di essere “superiori” agli avversari, perché 3-4 giocatori offensivi devono essere sempre supportati adeguatamente. Siccome, in questo momento, il Toro non è “superiore” agli avversari, tornerei al modulo più semplice e più umile: il 4-4-2. Foschi non aveva creato la squadra per questo modulo? E’ vero, ma esistono egualmente le risorse interne per cambiare, anche tenendo conto del prossimo mercato di gennaio. E’ più sensato distribuire equamente le energie in campo, e schierare, davanti a Sereni, Rivalta, Loria, Ogbonna e Pisano; in mediana Gasbarroni, Gorobsov, Zanetti e Rubin; in attacco Di Michele e Bianchi. In caso di necessità, se occorre segnare a tutti costi, Rubin scala al posto di Pisano, e Leon entra al posto di Rubin, azzardando, quando serve, il 4-2-4. |
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17.11.2009 (ore 13,15) |
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LE MIE OPINIONI SUL CALCIO MINUTO PER MINUTO |
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a cura di Carlo Nesti 17-11/13,15 – JUVE/DEL PIERO – Diciamo la verità: all’inizio della stagione, quando gli acquisti luccicavano ancora di luce propria, Del Piero sembrava dover essere un lusso inutile. Anzi: anche un motivo di imbarazzo per i dirigenti e per Ferrara. Adesso, lungo la strada del 4-2-3-1, e lottando su 2 fronti, ben venga, purché si convinca di una cosa. Continua a dire, giustamente, di essere un attaccante, ma ha fatto sempre le cose più belle, punizioni a parte, cominciando l’azione da sinistra, e andando o al cross, o al tiro, rientrando al centro. Non vedo perché debba ostinarsi a vedere il ruolo di trequartista esterno sinistro quasi con fastidio, soprattutto pensando che, nella Nazionale campione del mondo del 2006, si adattò perfettamente a questo ruolo. Dunque, coraggio! L’altra ipotesi, nel 4-3-1-2 a “rombo”, è quella di fungere da seconda punta, al fianco di Amauri o Trezeguet, con Diego trequartista centrale.
17-11/13,15 – TORINO/CAMBIARE - Credo che sia lecito pensare a moduli come il 4-3-1-2 (“rombo”) o il 4-3-3 (a Piacenza) solo quando si è sicuri di essere “superiori” agli avversari, perché 3-4 giocatori offensivi devono essere sempre supportati adeguatamente. Siccome, in questo momento, il Toro non è “superiore” agli avversari, tornerei al modulo più semplice e più umile: il 4-4-2. Foschi non aveva creato la squadra per questo modulo? E’ vero, ma esistono egualmente le risorse interne per cambiare, anche tenendo conto del prossimo mercato di gennaio. E’ più sensato distribuire equamente le energie in campo, e schierare, davanti a Sereni, Rivalta, Loria, Ogbonna e Pisano; in mediana Gasbarroni, Gorobsov, Zanetti e Rubin; in attacco Di Michele e Bianchi. In caso di necessità, se occorre segnare a tutti costi, Rubin scala al posto di Pisano, e Leon entra al posto di Rubin, azzardando, quando serve, il 4-2-4. |
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16.11.2009 (ore 12,00) |
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NESTI-pensiero minuto per minuto |
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a cura di Carlo Nesti 16-11/12,00 – TORO/ANALISI – E’ veramente arduo stilare una scaletta degli errori e degli “orrori” granata. Innanzitutto, il fattore ambientale. Una parte della tifoseria, alla fine del match contro il Lecce, aveva sbagliato, fischiando i giocatori. Ieri, a Piacenza, quegli stessi tifosi, e tanti altri, hanno sostenuto la squadra per 90 minuti. Alla fine, quando hanno chiamato i ragazzi sotto la curva, almeno il capitano doveva andarci, per riconoscenza, anche a costo di ricevere solo dei sonori “vaffa”. Nulla mi toglie dalla testa che, in questo contesto, alcuni giocatori, niente affatto “scarsi” per la Serie B, siano terrorizzati, e si stiano esprimendo al 10 per 100 delle loro possibilità: penoso vedere Belingheri e Saumel “camminare”, invece che “correre”. Pensate, dunque, quanto sarebbe opportuna una “mediazione”, che riavvicinasse la squadra al suo popolo! Per questo, non me la sento ancora di giudicare il mercato di Foschi, troppo influenzato da fattori psicologici. I fatti dicono che è stato corretto confermare Sereni, Gasbarroni e Bianchi, acquistare Loria e Coppola, e recuperare Di Michele, ma appaiono fallimentari le operazioni Loviso, Belingheri e Leon. Venendo a Colantuono, credo che sia lecito pensare a moduli come il 4-3-1-2 (il famigerato “rombo”) o il 4-3-3 (ieri) solo quando si è sicuri di essere “superiori” agli avversari, perché 3 o 4 giocatori offensivi devono essere sempre supportati adeguatamente. Siccome, in questo momento, il Toro non è “superiore” agli avversari, tornerei al modulo più semplice e più umile: il 4-4-2. E’ più sensato distribuire equamente le energie in campo, e schierare, davanti a Sereni, Rivalta (poi Colombo), Loria, Ogbonna e Pisano; in mediana Gasbarroni, Gorobsov (poi Coppola), Zanetti e Rubin; in attacco Di Michele e Bianchi. In caso di necessità, Rubin scala al posto di Pisano, e Leon entra al posto di Rubin, azzardando, ma solo quando serve, un più spregiudicato 4-2-4. |
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15.11.2009 (ore 17,15) |
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NESTI-pensiero minuto per minuto |
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a cura di Carlo Nesti 15-11/17,15 - TORO/TIFOSI - Proprio io, che nel "pensiero" del 10-11 avevo contestato i tifosi, ora contesto i giocatori. I supporters granata, a Piacenza, hanno sostenuto i ragazzi in maniera commovente. Perché, alla fine, al coro "Sotto la curva! Venite la curva!", nessuno si è degnato di andarci? Bastava il capitano, a costo di essere subissato di "vaffa".
15-11/17,15 - TORO/PUNTO - E meno male che è arrivato un punto! Arduo stabilire la scaletta degli "orrori". Mai visto un centrocampo così fermo, con uomini sotto ritmo, tipo Loviso, Belingheri e Saumel, che non ci si potrebbe permettere nemmeno nel campionato CSI. Salvo solo Sereni, Rubin "stopper" (!?) su Moscardelli, Di Michele (1.tempo) e Vantaggiato (ripresa).
10-11/14,30 - TORO/CONTESTAZIONE - Ma, scusate, era il caso di contestare, ieri, a fine partita? Siete così sicuri che i giocatori, anche contro il Lecce, "non abbiano tirato fuori le palle"? Pensate che abbiano raggiunto il 2-1, da 0-1, impegnandosi poco? Pensate che abbiano subito il 2-2 per un misterioso "calo di grinta" finale? Per carità, sarò in difetto io, ma stavolta non capisco.
7-11/22,45 - JUVE/PREGI - A novembre ci si aspettava di poter dire: è la Juve di Diego. Al contrario, é giusto dire: è la Juve di Camoranesi, mai efficace, anche in zona gol, come di questi tempi. Di sicuro, alla luce delle defezioni, Ferrara ha azzeccato il modulo giusto. Che peso, psicologicamente, possono avere i gol di Diego e Trezeguet, superbomber come Sivori!
7-11/22,45 - JUVE/DIFETTI - In difesa, ai lati di un Cannavaro e un Chiellini superlativi, Caceres e Grosso sono preziosi in fase offensiva, ma patiscono in fase difensiva (bravi Ceravolo e Valdes). Sfortuna vuole che manchino proprio i 2 principali uomini di raccordo: Marchisio e Sissoko. Almeno uno dei 2, al posto di un laborioso Poulsen, sarebbe fondamentale. |
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