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05.06.2011 (ore 22,30) |
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IL MIO BLOG MINUTO PER MINUTO |
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a cura di Carlo Nesti 5-6/22,30 - JUVE/ROSSI - Tutti gli attaccanti, a parte i dubbi di Tevez, sembrano allontanarsi dalla Juve. Benzema e Higuain: permanenza al Real Madrid. Aguero: destinazione Real Madrid. Sanchez: destinazione Barcellona. In realtà, da fonti interne bianconere, apprendo che nessuna trattativa preoccupa, in quanto alla stadio iniziale. A me non spiacerebbe l’ipotesi Matri-Quagliarella, se servissero contanti per esterno destro basso (Lichstneiner), mediano centrale (Inler), ed esterno sinistro alto (Bastos o Vargas). La conferma di interessamento, che mi arriva, riguarda la punta che, su tutte, vorrei, e cioè Giuseppe Rossi (al fianco di Matri o Toni).
31-5/14,30 – TORO/SVILUPPI – Cairo, dunque, resta al timone. A una domanda so rispondere. Ad un’altra no. La prima: è giusto, alla luce dei risultati, che continui ad essere presidente? Risposta: no. La seconda: gli ultras gli consentiranno di lavorare tranquillamente? Risposta: non lo so. Detto ciò, io non sono abituato ai titoli in cui, a un cognome, viene abbinata l’esortazione “vattene!”. Non fa parte del mio modo di essere. Qualsiasi cosa accada, non avrò pregiudizi. L’importante è avere scritto quello che penso degli ultimi 6 anni: i demeriti superano largamente i meriti, che pure ho elencato. L’ho fatto. Se Cairo riuscirà a “redimersi”, sarò il primo ad applaudirlo.
30-5/19,00 – TORO/EPILOGO - Settembre 2005-maggio 2010: 6 stagioni (3 in Serie A, mai prima dell’undicesimo posto, e 3 in Serie B) per tornare esattamente al punto di partenza. A Urbano Cairo, con il quale ho avuto sempre un rapporto leale, e che a lungo ho difeso, chiedo di avere la dignità di farsi da parte. Gli riconosco i meriti della prima stagione, spese a volte sottovalutate dalla piazza (30 milioni di debiti), e stipendi sempre puntuali (17 milioni lordi di ingaggi). Sono meriti, tuttavia, che diventano microscopici in rapporto a 8 allenatori, 11 esoneri, 7 direttori sportivi e 118 giocatori arruolati. Ammettere un fallimento sarebbe un segno di lodevole autocritica.
22-5/22,45 - SERIE A/BILANCIO - L'Udinese, che giocherà la Champions, lancia diversi messaggi. Il primo è l'abbattimento del luogo comune secondo cui, se perdi le prime 4 partite di campionato, la panchina deve saltare. Il secondo è la conferma della lezione-Barcellona, perché pochi centimetri, pochi chili, e tanta tecnica in velocità sono valori epocali, e non circoscritti. Il terzo è l'esaltazione di un lavoro unico in Italia, e cioè l'osservazione capillare e competente di tutto ciò che costa una miseria, e può rendere molto. Sarebbe bello vedere insieme, in Europa, Di Natale e Sanchez, ma non credo sarà possibile: le offerte del mercato sono irresistibili.
22-5/22,45 - JUVE/AGNELLI - In genere, il rapporto emotivo fra condannato e giudice è: nell'immediato, rifiuto della sentenza, ma poi, con il tempo, "elaborazione del lutto". A casa Juve è il contrario: nel pieno di Calciopoli, rassegnazione al peggio, ma adesso, dopo 5 anni, smania di giustizia. In altre occasioni, non ho apprezzato il "muso duro" di Andrea Agnelli, troppo simile a quello, a volte cinico, del padre. Questa volta, invece, sono solidale con il messaggio diffuso via Twitter. Se, a un anno dall'esposto, la Figc non ha ancora risposto alla Juve, c'è qualcosa di strano. E' l'assoluto imbarazzo nelle modalità di coinvolgimento dell'Inter, società ex "Piedi puliti".
21-5/1,00 – TORO/ILLUSIONE – Se il Toro non andrà ai play off, non sarà mai per colpa di questo 1-1 a Empoli. E’ successo ben di peggio, a partire da incontri assurdi, giocati senza l’impegno necessario. Eppure, anche stavolta, è impossibile sottrarsi a un verdetto: grande occasione mancata. Sì, perché, andati sull'1-0 con Iunco, i granata non riescono a conservare il vantaggio. Arretrano visibilmente, e consentono ai toscani di ottenere un pareggio giusto. Ora, dipende da Padova-Livorno: tutto aperto con l’1X, tutto finito con il 2. Non mi sento di spendere altre parole. Con questi giocatori, il Toro doveva disputare un torneo diverso, senza dipendere da disgrazie altrui. |
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31.05.2011 (ore 14,30) |
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a cura di Carlo Nesti 31-5/14,30 – TORO/SVILUPPI – Cairo, dunque, resta al timone. A una domanda so rispondere. Ad un’altra no. La prima: è giusto, alla luce dei risultati, che continui ad essere presidente? Risposta: no. La seconda: gli ultras gli consentiranno di lavorare tranquillamente? Risposta: non lo so. Detto ciò, io non sono abituato ai titoli in cui, a un cognome, viene abbinata l’esortazione “vattene!”. Non fa parte del mio modo di essere. Qualsiasi cosa accada, non avrò pregiudizi. L’importante è avere scritto quello che penso degli ultimi 6 anni: i demeriti superano largamente i meriti, che pure ho elencato. L’ho fatto. Se Cairo riuscirà a “redimersi”, sarò il primo ad applaudirlo.
30-5/19,00 – TORO/EPILOGO - Settembre 2005-maggio 2010: 6 stagioni (3 in Serie A, mai prima dell’undicesimo posto, e 3 in Serie B) per tornare esattamente al punto di partenza. A Urbano Cairo, con il quale ho avuto sempre un rapporto leale, e che a lungo ho difeso, chiedo di avere la dignità di farsi da parte. Gli riconosco i meriti della prima stagione, spese a volte sottovalutate dalla piazza (30 milioni di debiti), e stipendi sempre puntuali (17 milioni lordi di ingaggi). Sono meriti, tuttavia, che diventano microscopici in rapporto a 8 allenatori, 11 esoneri, 7 direttori sportivi e 118 giocatori arruolati. Ammettere un fallimento sarebbe un segno di lodevole autocritica.
22-5/22,45 - SERIE A/BILANCIO - L'Udinese, che giocherà la Champions, lancia diversi messaggi. Il primo è l'abbattimento del luogo comune secondo cui, se perdi le prime 4 partite di campionato, la panchina deve saltare. Il secondo è la conferma della lezione-Barcellona, perché pochi centimetri, pochi chili, e tanta tecnica in velocità sono valori epocali, e non circoscritti. Il terzo è l'esaltazione di un lavoro unico in Italia, e cioè l'osservazione capillare e competente di tutto ciò che costa una miseria, e può rendere molto. Sarebbe bello vedere insieme, in Europa, Di Natale e Sanchez, ma non credo sarà possibile: le offerte del mercato sono irresistibili.
22-5/22,45 - JUVE/AGNELLI - In genere, il rapporto emotivo fra condannato e giudice è: nell'immediato, rifiuto della sentenza, ma poi, con il tempo, "elaborazione del lutto". A casa Juve è il contrario: nel pieno di Calciopoli, rassegnazione al peggio, ma adesso, dopo 5 anni, smania di giustizia. In altre occasioni, non ho apprezzato il "muso duro" di Andrea Agnelli, troppo simile a quello, a volte cinico, del padre. Questa volta, invece, sono solidale con il messaggio diffuso via Twitter. Se, a un anno dall'esposto, la Figc non ha ancora risposto alla Juve, c'è qualcosa di strano. E' l'assoluto imbarazzo nelle modalità di coinvolgimento dell'Inter, società ex "Piedi puliti".
21-5/1,00 – TORO/ILLUSIONE – Se il Toro non andrà ai play off, non sarà mai per colpa di questo 1-1 a Empoli. E’ successo ben di peggio, a partire da incontri assurdi, giocati senza l’impegno necessario. Eppure, anche stavolta, è impossibile sottrarsi a un verdetto: grande occasione mancata. Sì, perché, andati sull'1-0 con Iunco, i granata non riescono a conservare il vantaggio. Arretrano visibilmente, e consentono ai toscani di ottenere un pareggio giusto. Ora, dipende da Padova-Livorno: tutto aperto con l’1X, tutto finito con il 2. Non mi sento di spendere altre parole. Con questi giocatori, il Toro doveva disputare un torneo diverso, senza dipendere da disgrazie altrui.
16-5/0,30 - SERIE A/BILANCIO - Quasi tutto deciso. Al vertice, lo scudetto strameritato del Milan, la rimonta comunque encomiabile (da -13 a -2) dell'Inter, e il terzo posto di un Napoli che, nella prossima stagione, lotterà ancora per lo scudetto. In coda, l'incredibile retrocessione della Sampdoria, presuntuosa nel liberarsi di Cassano e Pazzini. Si salvano squadre, come Bologna e Lecce, nettamente inferiori ai genovesi. Resta da assegnare il quarto posto: Udinese o Lazio. Mi aspetto, fra friulani e Milan, la "non belligeranza" di Napoli-Inter. A meno che la lite per i diritti televisivi non stia alzando "steccati" veramente velenosi. Scommetterei proprio di no. |
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29.05.2011 (ore 19,00) |
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a cura di Carlo Nesti Settembre 2005-maggio 2011: 6 stagioni (3 in Serie A, mai prima dell’undicesimo posto, e 3 in Serie B) per tornare esattamente al punto di partenza.
Se la squadra post-fallimento del 2005 era tutta da inventare, quella di adesso altrettanto, perché sono presenti in rosa solo 13 giocatori su 26 di proprietà (gli altri dovranno essere rispediti al mittente per fine prestito), e perché, fatalmente, Bianchi e Ogbonna verranno ceduti.
Mai visto un patrimonio di fiducia (do you remember Toro-Albinoleffe?) dilapidato in questo modo demenziale, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.
A Urbano Cairo, con il quale ho avuto sempre un rapporto leale, e che a lungo ho difeso, chiedo di avere la dignità di farsi da parte.
La vita è fatta di vittorie e di sconfitte: lui, come editore, ha dimostrato di essere un vincente, ma, come dirigente calcistico, un perdente. Non c’è niente di male nell’ammettere un fallimento: anzi… è segno di lodevole autocritica.
Se Cairo restasse, significherebbe usare il Toro, e i suoi tifosi, alla stregua di “ostaggi”, esattamente come accadde con l’indesiderato Cimminelli, che, tuttavia, si è “suicidato”, a livello finanziario, proprio per quella squadra, della quale non era neppure tifoso.
A Urbano riconosco i meriti della prima stagione, spese a volte sottovalutate dalla piazza (30 milioni di debiti), e stipendi sempre puntuali (17 milioni lordi di ingaggi).
Sono meriti, tuttavia, che diventano microscopici in rapporto ai torti: 8 allenatori, 11 esoneri, 7 direttori sportivi, e 118 giocatori arruolati. Una catastrofe.
Troppe le promesse a vuoto, diffuse in giro per i clubs, e troppe le bugie raccontante, prime fra tutte la falsa volontà di vendere, per 2 volte nel giro di un anno.
La gente non è stupida: non ama essere presa per i fondelli. E non le si può raccontare che gli acquirenti non esistono, perché la cordata di Proto esisteva eccome, ha bussato, e non è stata fatta entrare.
“Game over”: meglio un presidente anche molto meno facoltoso, ma almeno rispettoso del Filadelfia e del settore giovanile. I tifosi del Toro non chiedono niente di più per “resettare” tutto, e ricominciare da capo. Grazie.
P.S. - E grazie a chi mi ha seguito, per 12 partite, su Torinow e Videogruppo. Abbiamo sperato insieme, ma non è bastato. Sono stato anche criticato per eccesso di entusiasmo, in rapporto ai limiti della squadra. Ma, quando vedo gonfiarsi la rete per un gol granata, non riesco a farne a meno, Se è una colpa, scusatemi.
DEDICATO AL BARCELLONA - I "merletti" di un gioco all'uncinetto, dove i ricami del possesso palla sono la gioia di vivere del calcio di qualità. L'"arsenico" di 3 gol di velenosa e spietata precisione: Pedro, Messi e Villa. Anche Frank Capra sarebbe stato ispirato da questo "mix" diabolico di classe angelica e cinismo satanico. Barcellona come l'Olanda '74: Messi è Crujff, Iniesta è Neeskens, Villa è Rep, Pedro è Rensenbrink. Ci vorrebbero 2 Park, uno su Xavi, e l'altro su Messi, ma non muterebbe la sostanza. L'unica arma inglese è castigare i catalani, quando cominciano a "rapire" la sfera nella loro metacampo. A Rooney riesce una sola volta: troppo poco. |
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22.05.2011 (ore 22,45) |
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a cura di Carlo Nesti 22-5/22,45 - SERIE A/BILANCIO - L'Udinese, che giocherà la Champions, lancia diversi messaggi. Il primo è l'abbattimento del luogo comune secondo cui, se perdi le prime 4 partite di campionato, la panchina deve saltare. Il secondo è la conferma della lezione-Barcellona, perché pochi centimetri, pochi chili, e tanta tecnica in velocità sono valori epocali, e non circoscritti. Il terzo è l'esaltazione di un lavoro unico in Italia, e cioè l'osservazione capillare e competente di tutto ciò che costa una miseria, e può rendere molto. Sarebbe bello vedere insieme, in Europa, Di Natale e Sanchez, ma non credo sarà possibile: le offerte del mercato sono irresistibili.
22-5/22,45 - JUVE/AGNELLI - In genere, il rapporto emotivo fra condannato e giudice è: nell'immediato, rifiuto della sentenza, ma poi, con il tempo, "elaborazione del lutto". A casa Juve è il contrario: nel pieno di Calciopoli, rassegnazione al peggio, ma adesso, dopo 5 anni, smania di giustizia. In altre occasioni, non ho apprezzato il "muso duro" di Andrea Agnelli, troppo simile a quello, a volte cinico, del padre. Questa volta, invece, sono solidale con il messaggio diffuso via Twitter. Se, a un anno dall'esposto, la Figc non ha ancora risposto alla Juve, c'è qualcosa di strano. E' l'assoluto imbarazzo nelle modalità di coinvolgimento dell'Inter, società ex "Piedi puliti".
21-5/1,00 – TORO/ILLUSIONE – Se il Toro non andrà ai play off, non sarà mai per colpa di questo 1-1 a Empoli. E’ successo ben di peggio, a partire da incontri assurdi, giocati senza l’impegno necessario. Eppure, anche stavolta, è impossibile sottrarsi a un verdetto: grande occasione mancata. Sì, perché, andati sull'1-0 con Iunco, i granata non riescono a conservare il vantaggio. Arretrano visibilmente, e consentono ai toscani di ottenere un pareggio giusto. Ora, dipende da Padova-Livorno: tutto aperto con l’1X, tutto finito con il 2. Non mi sento di spendere altre parole. Con questi giocatori, il Toro doveva disputare un torneo diverso, senza dipendere da disgrazie altrui.
16-5/0,30 - SERIE A/BILANCIO - Quasi tutto deciso. Al vertice, lo scudetto strameritato del Milan, la rimonta comunque encomiabile (da -13 a -2) dell'Inter, e il terzo posto di un Napoli che, nella prossima stagione, lotterà ancora per lo scudetto. In coda, l'incredibile retrocessione della Sampdoria, presuntuosa nel liberarsi di Cassano e Pazzini. Si salvano squadre, come Bologna e Lecce, nettamente inferiori ai genovesi. Resta da assegnare il quarto posto: Udinese o Lazio. Mi aspetto, fra friulani e Milan, la "non belligeranza" di Napoli-Inter. A meno che la lite per i diritti televisivi non stia alzando "steccati" veramente velenosi. Scommetterei proprio di no.
16-5/0,30 - JUVE/IMBARAZZO - Dieci sconfitte in 35 partite, 55 gol segnati contro ben 45, una enormità, subiti. Da Parma a Parma: dalla sconfitta casalinga dell'andata, "madre" di tutte le disfatte, alla sconfitta esterna del ritorno. In entrambi i casi, un evento-simbolo: i gol dell'ex Giovinco, il talento incompreso. Troppo piccolo, troppo fragile, troppo "inadeguato". Nella domenica della retrocessione della Sampdoria, i suoi antichi condottieri conoscono un altro tipo di mortificazione. Marotta e Del Neri: 2 personaggi "in cerca di autore". Li ha fregati proprio la gestione "doriana" della Juve. Obbiettivi modesti, risultati modesti: un disastro, al quale bisogna riparare.
14-5/22,45 – TORO/PAURA – Missione compiuta: 3 punti meritissimi contro la Triestina, peraltro menomata e scarsa. Primo tempo brutto. Secondo tempo bello, con Viotti miracoloso in porta. Con questa difesa-tipo (maxi-Ogbonna e Di Cesare al centro, Rivalta e Zavagno ai lati), è un‘altra musica. Premio del gol più che legittimo per De Feudis. Gabionetta invisibile (meglio Pagano e Sgrigna), Iunco in crescendo. Bianchi, a lungo, in ombra. Ma adesso? Mio Dio, quanto pesano i 2 punti persi contro il Piacenza, ridotto in 10! Mi sa che bisogna fare 6 punti in 2 partite, e a Empoli la vedo durissima. E’ possibile sperare nel recupero di Gasbarroni e Lazarevic? Mah… |
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21.05.2011 (ore 01,00) |
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IL MIO BLOG MINUTO PER MINUTO |
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a cura di Carlo Nesti 21-5/1,00 – TORO/ILLUSIONE – Se il Toro non andrà ai play off, non sarà mai per colpa di questo 1-1 a Empoli. E’ successo ben di peggio, a partire da incontri assurdi, giocati senza l’impegno necessario. Eppure, anche stavolta, è impossibile sottrarsi a un verdetto: grande occasione mancata. Sì, perché, andati sull'1-0 con Iunco, i granata non riescono a conservare il vantaggio. Arretrano visibilmente, e consentono ai toscani di ottenere un pareggio giusto. Ora, dipende da Padova-Livorno: tutto aperto con l’1X, tutto finito con il 2. Non mi sento di spendere altre parole. Con questi giocatori, il Toro doveva disputare un torneo diverso, senza dipendere da disgrazie altrui.
16-5/0,30 - SERIE A/BILANCIO - Quasi tutto deciso. Al vertice, lo scudetto strameritato del Milan, la rimonta comunque encomiabile (da -13 a -2) dell'Inter, e il terzo posto di un Napoli che, nella prossima stagione, lotterà ancora per lo scudetto. In coda, l'incredibile retrocessione della Sampdoria, presuntuosa nel liberarsi di Cassano e Pazzini. Si salvano squadre, come Bologna e Lecce, nettamente inferiori ai genovesi. Resta da assegnare il quarto posto: Udinese o Lazio. Mi aspetto, fra friulani e Milan, la "non belligeranza" di Napoli-Inter. A meno che la lite per i diritti televisivi non stia alzando "steccati" veramente velenosi. Scommetterei proprio di no.
16-5/0,30 - JUVE/IMBARAZZO - Dieci sconfitte in 35 partite, 55 gol segnati contro ben 45, una enormità, subiti. Da Parma a Parma: dalla sconfitta casalinga dell'andata, "madre" di tutte le disfatte, alla sconfitta esterna del ritorno. In entrambi i casi, un evento-simbolo: i gol dell'ex Giovinco, il talento incompreso. Troppo piccolo, troppo fragile, troppo "inadeguato". Nella domenica della retrocessione della Sampdoria, i suoi antichi condottieri conoscono un altro tipo di mortificazione. Marotta e Del Neri: 2 personaggi "in cerca di autore". Li ha fregati proprio la gestione "doriana" della Juve. Obbiettivi modesti, risultati modesti: un disastro, al quale bisogna riparare.
14-5/22,45 – TORO/PAURA – Missione compiuta: 3 punti meritissimi contro la Triestina, peraltro menomata e scarsa. Primo tempo brutto. Secondo tempo bello, con Viotti miracoloso in porta. Con questa difesa-tipo (maxi-Ogbonna e Di Cesare al centro, Rivalta e Zavagno ai lati), è un‘altra musica. Premio del gol più che legittimo per De Feudis. Gabionetta invisibile (meglio Pagano e Sgrigna), Iunco in crescendo. Bianchi, a lungo, in ombra. Ma adesso? Mio Dio, quanto pesano i 2 punti persi contro il Piacenza, ridotto in 10! Mi sa che bisogna fare 6 punti in 2 partite, e a Empoli la vedo durissima. E’ possibile sperare nel recupero di Gasbarroni e Lazarevic? Mah…
9-5/22,45 - JUVE/PENOSI - 29 gol incassati in 18 partite casalinghe. Non troverete un altro dato in grado di fotografare meglio la disfatta stagionale. Nessuno ha fatto peggio: nemmeno il Bari, ultimo in classifica. Questo è il disastro della Juve, confermato dal 2-2 contro il Chievo. Un pareggio fortemente voluto (dalla Juve), dopo che i bianconeri credevano di aver chiuso la partita. E adesso con quale coraggio i dirigenti ci verranno a dire che Del Neri è stato confermato? Nella Juve, che ricordo io, chi sbagliava pagava. Oggi non so se le usanze sono cambiate, perché arrivare settimi è persino offensivo.
8-5/20,30 - SERIE A/BILANCIO - Il primo "flash" sul Milan scudettato riguarda il giorno in cui Berlusconi acquista Ibrahimovic (25 milioni contro i 70 spesi dal Barcellona) e Robinho: la svolta. Il secondo verte sulle attitudini di Allegri, in grado di non farsi travolgere dalla sovrabbondanza di qualità, in omaggio all'equilibrio tattico (Boateng, Gattuso e Van Bommel). Il terzo mette in evidenza la difesa meno perforata (Thiago Silva) della squadra meno battuta. Il quarto, infine, rimarca la capacità di 3 soli uomini di segnare 40 gol su 61 complessivi: Ibrahimovic, Pato e Robinho irresistibili. E' il mio poker che spiega il trionfo, dopo ben 5 anni di maxi-Inter-nazionale. |
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