 Miracolo di un allenatore o un allenatore, miracolo?. Si perché nello spogliatoio bianconero sembra sia tornata la fiducia. La faccia lunga di Ferrara, mal celata davanti ai microfoni, avrebbe dovuto far accendere la lampadina a tempo debito. L'ostinazione nel rimanere saldo evidenziava chiaramente la volontà di trovare una via d'uscita onorevole: rinuncia alla panchina non al legame con la Juventus. Zaccheroni ha accettato di raccogliere i cocci pur di saltare, forse, sull'ultimo treno importante della sua carriera. I giocatori sono rimasti molto colpiti dalla competenza e dall'atteggiamento del nuovo tecnico. Non solo ha portato idee nuove, ma sopratutto è stato in grado di spiegarle e motivarle nei più piccoli dettagli. Ha accettato di avere un confronto sull'impostazione tattica, pretendendo però in cambio credito. Ha scelto come referente principale il capitano, nonostante fosse stato accantonato e questo è servito a ristabilire ordine e gerarchie.
E' quasi certo, come si è ampiamente scritto, che la rivoluzione partirà da Livorno. Non è prematuro adottare il 3-4-3, perché non ci sono alternative e perché bisogna ritrovare coraggio. La difesa a quattro, in termini contenimento, non ha portato i risultati che era lecito attendersi, non parliamo poi della spinta che avrebbe dovuto produrre. Con il reparto a tre, al contrario di quel che si crede, Buffon sarà più protetto e gli esterni di centrocampo potranno dare ampiezza al gioco, senza doversi sfiancare su tutta la fascia. La scelta degli interpreti è dettata dagli infortuni. La retroguardia dovrebbe schierarsi così: Legrottaglie, Cannavaro e Chiellini. Caceres, che vedrei però meglio al posto di Legrottaglie, è l'indiziato principale per la fascia destra. Forse sarebbe più adatto Zebina. A completare il centrocampo: Felipe Melo, Candreva e De Ceglie, sempre più saldo, grazie all'ottima prova contro la Lazio. L'attacco è più che scontato. Zaccheroni, dopo il pareggio che ha troncato finalmente la sfilza di risultati negativi, si sente pronto a battere un altro tabù. Se poi si pensa che un pareggio almeno, al posto di ogni sconfitta subita, oggi piazzerebbe la Juventus in piena zona Champions, quanto rammarico!.
La società tutta, si augura che qualcosa accada. La “famiglia” Agnelli è infatti vigile e non accetterà altri passi falsi, ad ogni livello. Lo stesso Elkan si è fatto carico dell'avvicendamento in panchina, consigliato non dall'attuale commissario tecnico della nazionale, ma da un ex. Forse Sacchi?. Se Zaccheroni dovesse fare bene non ci sarà Benitez che tenga, verrà riconfermato perché l'intenzione è di investire sul mercato, evitando di dissipare le risorse per il numeroso staff del tecnico spagnolo e il suo lauto ingaggio. Un altro aspetto da non sottovalutare è che tutta la squadra sembra specchiarsi nella filosofia del romagnolo, nonostante qualche iniziale perplessità sulla sua investitura. Se dunque ci sarà la conquista della Champions si interverrà per puntellare a dovere i reparti. Innanzitutto verrà riscattato Caceres, con gli introiti ricavati dalle cessioni di Molinaro e Thiago. Si punta inoltre ad un centrale giovane: Kjaer è la prima scelta, Bonucci e Ranocchia le alternative. In quest'ultima ipotesi è Almiron la chiave per concludere, ma anche con Zamparini potrebbe tornare utile visto che il Palermo a giugno perderà Simplicio. In attacco sembrava che a liberare un posto dovesse essere Trezeguet, non è più così scontato. Amauri ha profondamente deluso. E' vero che il suo rendimento è legato alla squadra, ma è anche vero che Diego, nonostante il momento negativo ha mostrato un altro atteggiamento. L'attaccante è stato invece completamente distolto dal prossimo mondiale e questo peserà come un macigno sulla sua riconferma. Sono per questo sotto osservazione Giampaolo Pazzini e Giuseppe Rossi. Per il centrocampo è certo il ritorno di Ekdal e possibile invece il riscatto della metà di Candreva. A gennaio sono state inoltre gettate le basi con il Parma per Galloppa. E non solo, visto che si sono diffuse nelle ultime ore voci che vorrebbero anche Pietro Leonardi a Torino come Ds, al posto di Alessio Secco. Il tempo delle mele è finito.
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