 Presentarsi al patibolo con una pietra già adagiata intorno al collo, non è certo il miglior modo di approcciarsi per una formazione, la Juventus, destinata ad inseguire il quarto posto pur di non rendere fallimentare una stagione di per sé deludente. Con l’ennesimo esonero tecnico, corretto quanto assai rivedibile nel “modus”, il terzo nel mini ciclo dell’uno e trino Jean Claude Blanc, ed una Coppa dei Campioni abbandonata con impressionante anticipo sulla tabella di marcia prevista durante il ritiro di Pinzolo. Difficile immaginare una Juventus persino peggiore di quella gestita, o forse sarebbe più opportuno dire “accomodata” da Claudio Ranieri nel corso dell’ultima stagione. Eppure, la formazione allenata da Ferrara è riuscita a stabile un particolare primato negativo, vedendosi scavalcare, nel rispetto della media dei tre punti, per posizione di classifica e rendimento, dalla disastrosa Juventus allenata da Gigi Maifredi. Il cambio in panchina, se non altro, ha prodotto dei mutamenti tattiche palesando, con colpevole ritardo da parte della società, il bisogno di individuare uno schema ed una filosofia di gioco completamente assente sotto la gestione Ferrara.
Non avrà la visione d’insieme di Hiddink, santone olandese candidato alla panchina nigeriana in caso di ulteriori tentennamenti da parte della "novella" Triade bianconera, e forse nemmeno la “maniacale” predisposizione all’ordine ed alla disciplina tattico di Benitez, principale candidato alla guida della squadra bianconera a partire dalla prossima stagione, ma Zaccheroni può quantomeno reggere il paragone con il ristretto stuolo di allenatori dotati di carisma ed esperienza. Così, al di là dell’ennesimo volgare pareggio ottenuto dalla Juventus sul campo, spelacchiato, di un Livorno cibatosi delle pochezze bianconere, la formazione di Zaccheroni ha quantomeno palesato la volontà di modificare il proprio vestito tattico. Cercando di rimediare alle storture, tecniche, tattiche ed individuali, mostrate nelle ultime settimane. Il passaggio dal 4-3-1-2 al 3-4-3, se non altro, ha restituito uno dei difensori più in forma al centro della retroguardia, ovvero Legrottaglie. Facendo scalare Chiellini, uno che la fascia mancina dovrebbe vederla soltanto con il binocolo, peraltro inspiegabilmente rimbrottato da Blanc per la “voglia di rinnovare il contratto” sino al 2015, sul centro sinistra.
E l’oramai impresentabile Cannavaro sul centro destra. In una posizione ricoperta ben dieci anni fa, ai tempi del Parma, al fianco di Sensini e Thuram. Se la decisione, assai discutibile, di conferire la titolarità a prescindere del capitano della nazionale italiana può essere spiegata, in un impeto di perbenismo ideologico, dal nobile pedigree del trentasettenne centrale campano e dalla volontà di affidarsi ad un leader carismatico in difesa, la scelta di “violentare” le caratteristiche tattiche di Caceres, utilizzato nel ruolo, improprio, di tornante destro. A conferma di uno schema, quelle con i tre difensore centrali, inadatto per una squadra come la Juventus, storicamente legata ad un sistema difensivo composto da quattro uomini. L’impiego di Grosso, irriconoscibile ed a tratti irritante, anche a causa di una corsa resa ancor più “grezza” dall’incedere degli anni, sulla corsia opposta, conferma l’impossibilità di attuare il 3-4-3 con elementi schierati fuori ruolo.
Quando, nel rispetto dei ruoli originari, Zaccheroni avrebbe dovuto, e potuto, arretrare Càceres nella posizione di terzo difensore centrale, con Legrottaglie e Chiellini, a completare la retroguardia. Pur orfano del “protettore” Ferrara, vero artefice del suo acquisto estivo, Grosso non pare aver esaurito i bonus a disposizione, continuando ad occupare abusivamente la corsia mancina. Scavalcando, nelle gerarchie interne, chissà poi per quale motivo, il giovane “leoncino” De Ceglie. Apparso più dinamico ed aggressivo nella ricerca della “boa” Amauri, con traversoni e dialoghi interessanti con "Houdini" Diego. Isolato nella “morsa”, tutt’altro che irresistibili, di Knezevic e Perticone. A conferma di come, Ciro Ferrara a parte, nella Juventus qualcosa debba ancora esser rivisto... |