 Lui, Marin Cilic, tennista, abita a Sanremo. Ora penserete: Carlo Nesti ci vuole parlare, a tutti i costi, del Festival, attraverso una delle sue metafore sport-Fede. E invece no! Voglio parlare di un asso, che è nato 21 anni fa a Medjugorje. Do you remember Medjugorje, e le apparizioni della Madonna?
Quando ho saputo del suo luogo di origine, lo confesso, sono stato percorso da un brivido. Marin è nato 7 anni dopo la prima apparizione della “Gospa”, come viene chiamata da quelle parti. Qualcuno non conosce questo straordinario, incredibile, eppure tanto “credibile” fenomeno della cristianità?
Ebbene, dopo Lourdes e Fatima, dal 25 giugno 1981, la Madonna, già “avvistata” spesso anche in altri angoli del mondo, appare a 6 “veggenti”. Ogni mese, il giorno 2 e il giorno 25, trasmette, attraverso di loro, un messaggio all’umanità, uno per i non credenti, e uno per i credenti. In “diretta dal paradiso”.
La Chiesa, giustamente, non si può esprimere, in quanto il fenomeno è ancora in “divenire”. Ma siamo (pure io) in milioni e milioni a crederci, soprattutto dopo avere visto su Internet (Youtube) migliaia di filmati. Staff medici di ogni genere hanno tentato di capirci qualcosa, arrivando a conclusioni nulle: un “mistero”.
Durante le apparizioni, i ragazzi, ora adulti, possono essere soggetti a qualsiasi stimolazione dolorosa, ma non si spostano di un millimetro! La Madonna ha predetto guerra di Bosnia e caduta del Muro di Berlino. Esattamente come a Fatima furono previste fine del primo conflitto mondiale e rivoluzione russa.
Apprendere che questo tennista, Marin Cilic, è nato lì, in quel posto, unico sulla Terra, che ha convertito un numero esagerato di persone, mi colpisce. E mi colpisce pensando alla sua calma olimpica, al modo, in partita, di concentrarsi solo su se stesso, nei momenti della massima difficoltà.
Sapete cosa fa, quando il risultato non è favorevole? Lo dimentica, e bada semplicemente all’impatto con la palla. Anche noi dovremmo imparare, in un mondo così competitivo, a ridimensionare il risultato. L’importante è solo impegnarsi, in sintonia con la nostra coscienza e con Dio. Davanti a Gesù, conta il “cuore”, e basta. |