 Due vittorie nella stessa giornata per Juve e Toro sono un evento piu' unico che raro, in una stagione tanto tribolata per entrambe le formazioni. I bianconeri hanno sbancato Firenze e riguadagnato la quarta piazza per 21 ore, prima di subire il controsorpasso del Palermo di Miccoli, mentre i granata con il secondo successo consecutivo si sono riavvicinati alla zona playoff e qualcuno adesso sogna addirittura la serie A diretta, impensabile solo qualche settimana fa.
Sconfitta all’Olimpico da una diretta rivale nella corsa alla Champions, la Juve di Zaccheroni si è dimostrata diversa da quella di Ferrara, reagendo immediatamente e tornando dall’Artemio Franchi con tre punti pesantissimi. Contro una Fiorentina forse con la testa già alla Champions, ma che da sempre non è abituata a fare sconti ai bianconeri, sono stati decisivi due giocatori molto discussi in questo campionato: Diego e Grosso, il fantasista brasiliano e l’esterno sinistro campione del mondo, che sotto la nuova guida tecnica sembravano aver perso posizioni. Il primo costantemente sostituito da Zac, il secondo scalzato dal giovane De Ceglie. I loro gol, oltre a regalare la vittoria alla Juve, sono un toccasana e una importante iniezione di fiducia in vista del finale di stagione.
Se farà strada in Europa League, da qui a maggio la squadra bianconera solo quattro volte non avrà impegni infrasettimanali, per questo sarà fondamentale riuscire a dosare uomini e forze. Contro il Palermo, a tre giorni dall’impegno contro l’Ajax, la Juve aveva dimostrato di avere molti giocatori con le pile scariche, per questo Zaccheroni ha scelto di far rifiatare elementi come Del Piero, che sei giorni prima erano sembrati con le gomme a terra. Non è stata la prima volta e si ha la sensazione che non sarà l’ultima, considerato anche che finalmente l’attacco ha ritrovato un elemento come Iaquinta, ideale per proporre anche in bianconero quel 3-4-3 tanto caro al tecnico romagnolo. Che ha ricevuto buone notizie sulle condizioni di Chiellini, il cui infortunio non è grave come si era inizialmente temuto.
Se nella rosa bianconera ci sono quattro-cinque giocatori imprescindibili, nel Toro un solo elemento è assolutamente irrinunciabile, Rolando Bianchi. In una serie B di basso profilo, dove la prima della classe (il Lecce) è sempre prima, malgrado non vinca da quattro turni, al Torino è bastato mettere insieme due vittorie di fila come non gli riusciva da ottobre per ritrovarsi a due passi dalla zona playoff e addirittura a –5 dalla promozione diretta. Dopo il successo di Padova è giunto il bis con il Frosinone dimezzato da squalifiche e infortuni, sei punti frutto dei quattro gol messi a segno da Bianchi: senza le 19 reti messe a segno da Rolandinho gli uomini di Colantuono sarebbero nei bassifondi, ma per fortuna il centravanti non ha imitato l’ex capitano Di Michele, che ha scelto la via della fuga a gennaio, ne ha preso la fascia e il ruolo di leader, caricandosi sulle spalle la squadra nel momento più importante della stagione.
Certo, senza i due rigori a favore e la prodezza di Bianchi nel recupero forse il Toro non avrebbe battuto un Frosinone furibondo per l’arbitraggio nel dopo gara, ma la gara di sabato ha confermato anche che quasi tutti i giocatori arrivati a gennaio (a costo zero) sono utili alla causa: da Antonelli a Pastrin, da D’Ambriosio a un Genevier in crescita. L’eccezione è rappresentata da Pià, fischiato dal pubblico dell’Olimpico e giustamente sostituito da un Gasbarroni che merita di giocare titolare: con l’ex genoano trequartista o esterno offensivo e Leon seconda punta, il Torino potrebbe trovare la definitiva quadratura del cerchio. In attesa che la telenovela societaria arrivi rapidamente ad una svolta, aspettando l’incontro tra Cairo e Tesoro. |