 Ennesimo libro per il nostro editorialista Alvise Cagnazzo, scritto insieme a Stefano Discreti con la partecipazione di Luciano Moggi, David Pratelli e Massimiliano Bruno.
Domanda - "Alvise, il terzo libro in tre anni, il secondo in due mesi. Una media spaventosa"
Risposta - Ride - "Ne farei anche uno al mese, pare che sia esagerato. Così dicono, almeno. Ci tengo a precisare che nel primo libro ho avuto la fortuna di ricevere la prefazione di Carlo, al quale sono molto legato. E' stato il primo a lanciarmi. Il primo a svezzarmi professionalmente. E lo ringrazio"
Domanda - "Tante apparizioni e tanto curriculum nonostante la giovane età, notiamo"
Risposta - "E' un bene, credo. Il primo direttore del "Corriere della sera" aveva venticinque anni, l'inviato principale ventidue. Erano più innovativi i nostri antenati di noi. Con questo voglio solo dire che non esiste una età, si è sempre pronti per il mestiere".
Domanda - "Libro scritto con Discreti, un vero capo popolo fra i tifosi bianconeri".
Risposta - "Per me è uno di famiglia, è un fratello e non un collega. Siamo come Charles e Sivori, lui buono e generoso, io cattivo e capellone. Lui non perde mai la calma, io sono impulsivo e passionale. Ci completiamo. Ed è un grandissimo cronista. Il libro è ben strutturato, lui è il cronista attento, io mi occupo della parte creativa, sono lo sviluppatore. La cosa bella è che oltre ad essere un eccellente collega, è un amico vero. Lo stimo molto. E lo ringrazio per una frase che mi ha dedicato. Quel "lucidamente folle" cucito su di me, è assolutamente calzante".
Domanda - "Presente anche Moggi, ed anche il mitico Pratelli"
Risposta - "Moggi si è ancora una volta dimostrato come il primo vero innamorato della Juventus. Lo ringraziamo, sia io che Stefano, per la partecipazione. David Pratelli è un amico, molto simpatico. Lo ringrazio ancora per le belle parole su di me espresse nel corso di una puntata radiofonica a "Tutti pazzi per la Juve".
Raccontare Montero, nella sua prima storica biografia, significa approcciare con una dimensione assai diversa da quella, stereotipata, del calciatore moderno. Paolo: senza cerchietti stretti sulla fronte, senza capelli impomatati, senza una muscolatura da voyeur e persino refrattario alla telecamera. Prototipo del calciatore “vintage” nei contenuti quanto assai moderno, quasi futurista, nella concezione delle varie sfumature della vita. “Non m’importa esser un esempio di lealtà in campo: voglio esserlo nella vita. Quando gioco, m’interessa solo vincere. In ogni modo: il calcio è dei furbi.” Un solo codice da rispettare, quello d’onore. Tanti gli aneddoti, numerose le riflessioni e i ritratti offerti dagli autori, pronti a raccontare a corredo di un taglio descrittivo assai originale, i vizi e le virtù di uno dei giocatori più enigmatici che abbiano mai vestito la casacca bianconera. “Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a Torino, quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d’Italia. Il loro odio io l’ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti. Quella maglia era una corazza...”
Un guerriero del pallone, un kamikaze del contrasto, un combattente dell’aria di rigore. Paolo Montero era tutto questo. Indistruttibile come l’acciaio quando troneggiava nella retroguardia bianconera negli anni dei grandi trionfi juventini. Contro di lui passavano in pochi e quando passavano si facevano male... molto male. Però a me piaceva anche per quello. Era veemente, impetuoso, maschio ma onorava la battaglia calcistica e, nel bene e nel male, ci faceva amare sempre di più questo sport.
Dalla prefazione di Massimiliano Bruno
Montero era, anzi è, prima di tutto un uomo vero, sensibile, attaccato all’amicizia e alla sensibilità delle persone, basti pensare a cosa ha fatto per Pessotto nei tragici giorni del Giugno 2006, quando partì dall’Uruguay appena saputo del gravissimo fatto, recandosi immediatamente dall’amico che lottava tra la vita e la morte. Questa immagine descrive al meglio il vero Montero, un uomo grande. Tutti però si ricordano del duro comportamento che aveva in campo, dal pugno a Di Biagio, alle botte nascoste agli avversari, ma chi gioca a calcio sa che questo fa parte del duello, a volte un po’ troppo pesante, ma pur sempre di sfida si tratta. Forse faceva più scalpore perchè giocava nella Juventus, ma io un giocatore così lo vorrei sempre in squadra, e lo dico da difensore amatoriale part-time per niente tenero.
Dalla postfazione di David Pratelli
Note sull'Autore:
Alvise Cagnazzo (’87) giornalista, scrittore, autore e conduttore televisivo, è nato a Bergamo. Ha vissuto anche a Vercelli, Catania, Potenza, Pescara, Brindisi, Catanzaro, Napoli e Bari, città nella quale vive e lavora. Vincitore del premio “Miglior giornalista di Puglia” sezione carta stampata - sport, istituito dall'Ordine dei giornalisti. È autore dei libri “Semplicemente Rafa” e “Tutti zitti, parlano loro”. È conduttore del programma televisivo “Parliamo di calcio”, in onda su Rtg Puglia in prima serata. Collabora con Carlo Nesti, www.carlonesti.it, per il quale è editorialista della rubrica “Punti di vista”. È firma di Calcio2000, mensile nazionale e internazionale, diffuso in trentadue paesi stranieri. È editorialista della testata giornalistica “Tuttojuve.com”. Collabora con il quotidiano “Il Riformista”. Opinionista televisivo in diversi programmi, ha partecipato anche a “Quelli che il calcio”.
Stefano Discreti (’77) nato a Roma. Cresciuto a pane e Juve nella disastrata periferia romana narrata da Pasolini, dalla quale non si è mai separato, ha temprato il suo carattere nella difficoltà di tifare in bianconero nella Capitale. In Paolo Montero ha trovato l’icona idealistica in cui immedesimarsi al punto da dedicargli il nome del suo blog www.stefanodiscreti.blogspot.com meglio conosciuto nella rete come Montero77, dove il ’77 sta per l’anno di nascita dell’autore. È apprezzato editorialista web con collaborazioni varie con i più prestigiosi siti calcistici della rete, conduttore radiofonico di “Tutti pazzi per la Juve” insieme agli amici della COMBRICCOLA ROMANA nonché opinionista televisivo su varie emittenti locali romane. Ha partecipato in qualità di ospite alle trasmissioni “Controcampo” e “Quelli che il calcio”. |