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Federico Freni
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Giornalista e opinionista sportivo, segue il calcio professionistico quasi a livello maniacale. Ama interpretare le partite, dissertare sulle tattiche di gioco, e non disdegna la critica feroce, quando necessaria.
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07.04.2011 (ore 10,00)
Il 'rumore dei nemici' (di Cairo)
"TORO senza... FRENI": nel senso che io, Federico Freni, ci sono eccome, ma, giocando sul mio cognome, voglio promettere ai lettori un "diario" settimanale, nel quale esprimere "senza freni" opinioni sincere. Allacciatevi le cinture! Si parte!




DIARIO IN ORDINE CRONOLOGICO INVERSO


GIOVEDI 7 APRILE 2011

TORO, IL RUMORE DEI NEMICI (DI CAIRO)

E' continuata anche questa settimana la serie di polemiche tra il presidente Urbano Cairo e alcuni organi di informazione. Da una parte ci sono i comunicati indispettiti che vengono pubblicati quasi quotidianamente sul sito del Torino F.c. a firma "Urbano Cairo". Dall'altra si è iniziato a ricercare personaggi illustri disposti a criticare o, in qualche caso, sparare a zero contro il presidente e, contestualmente, si intervistano medio-grandi imprenditori al fine di sapere se questi potrebbero essere interessati effettivamente all'acquisizione del Toro oppure no. Commento personalissimo: difficile che un imprenditore rifiuti a priori l'idea di comprare il Torino e ancor più l'idea di vedere il suo nome in bella mostra sulle colonne di giornali prestigiosi. Diversa, invece, l'ipotesi che dalle belle parole si passi poi ai fatti concreti (tirare fuori il portoglio). Tanti nomi stanno comunque uscendo in questi giorni. Tanti illustri personaggi sono accostati al Torino Fc. Dall' "ever green" Proto (ormai un must di questi mesi) con il dottor Vittorio Volpi in prima linea (uno dei 6 imprenditori uscito alla scoperto) a Gabriele Giulini (anch'egli associato a Proto), passando per Boglione, Sabatini, De Luca, Beretta e...come dimenticarsi di Mr Mateschitz della Red Bull. Dal toto calciatori nel periodo di calciomercato, siamo passati al toto presidente, in pieno finale di campionato. Il "rumore dei nemici" (di Cairo) per citare l'indimenticabile Mou, si sta facendo sentire chiaro e forte. Perchè nemici? Perchè noi crediamo che, sotto sotto, il presidente coltivi ancora la speranza di uscire dal tunnel, portare in serie A il Toro e capovolgere la sua attuale posizione al cospetto dei tifosi. Il rumore dei nemici (di Cairo) non fa altro che distrarre la pressione dei media sulla squadra, concedendo serenità a Bianchi e compagni per concentrarsi al meglio in vista di questo spasmodico finale di campionato. Mancano otto partite e il Toro, questo Toro, sta lottando per la serie A, anche se così non sembra. Avanti con le polemiche, dunque, se aiutano i risultati sportivi!




GIOVEDI 31 MARZO 2011 (ORE 18,20)

COMUNICATO DI CAIRO, MASSIMA FIDUCIA A PETRACHI

Come anticipato nell'edizione del diario di stamattina, il presidente Cairo ha emesso un altro comunicato ufficiale sul sito del Torino al fine di precisare la voce, segnalata dal quotidiano 'Tuttosport', di una possibile estensione dei poteri in capo a Pantaleo Longo. Tuttosport, lo ricordiamo, nell'edizione odierna narrava di una redistribuzione di poteri all'interno della società con Longo destinato a ricoprire la figura ibrida di segretario-dg. Ebbene, Cairo conferma una responsabilità sempre maggiore da parte del segretario generale del Torino che peraltro "mantiene la sua qualifica e assume il ruolo di coordinamento di alcune funzioni aziendali" ma smentisce qualunque insinuazione inerente ad una delegittimazione del ds Petrachi. Anzi, si legge nella nota del comunicato: Pantaleo Longo "riporta direttamente al Direttore Sportivo Petrachi che opera in totale sintonia e piena fiducia del Presidente". Avanti con Petrachi, dunque e con i comunicati ufficiali sul Web, finalmente utilizzato senza parsimonia.




GIOVEDI 31 MARZO 2011 (ORE 09,30)

CASO GABIONETTA CHIUSO - LONGO DG?

La notizia è apparsa come comunicato ufficiale sul sito del Crotone Fc. Il caso Gabionetta è definitivamente e finalmente chiuso. Il Crotone ha rinunciato a presentare ricorso contro il tesseramento del giocatore da parte del Torino. La motivazione crotonese è l'ormai mancato interesse alle prestazioni sportive del giocatore da parte dei calabresi. Si chiude quindi una vicenda durata otto mesi con la conferma che il brasiliano, ancora una meteora in casa granata, è un giocatore del Toro al 100%. Nel frattempo dalle pagine del quotidiano 'Tuttosport' rimbalza la notizia di una riunione indetta ieri dal presidente Cairo alla quale hanno partecipato tutti i dipendenti del Torino F.c. Oggetto dell 'incontro, l'estensione dei poteri dell' attuale segretario del club, Pantaleo Longo. Secondo 'Tuttosport', infatti, Cairo avrebbe inquadrato Longo come unico e assoluto referente per tutte le problematiche inerenti la società dandogli, di fatto, le attribuzioni ed il ruolo da direttore generale. In attesa di notizie ulteriori e, eventualmente, comunicazioni ufficiali o smentite non ci resta che verificare sul campo le effettive mansioni di Longo.




GIOVEDI 24 MARZO 2011 (ORE 09,00)

CAIRO PRENDI LENTINI !

Che Lentini, ragazzi! Ma anche... Che Junior dall'alto dei suoi 57 anni e Che Mussi nella spinta sulla destra e, se mi dimentico qualcuno, chiedo venia, spinto dalla frenesia di scrivere finalmente di campioni con addosso la maglia granata. Campioni che furono, ma campioni attuali se, come si è visto chiaramente ieri sera, danno spettacolo e mostrano le eterne qualità che mai nessuno, nemmeno il tempo, toglierà loro. Un esempio? Gigi Lentini, ieri sera immenso nelle sue serpentine sull'out sinistro e puntuale nel mettere in mezzo cross invitanti per Ferrante, Muzzi o incursori della situazione. Che piede e che dinamismo ha ancora il bel Gigi. Eleganza, finte, dribbling e quell'attitudine a mettere la palla morbida, precisa, telecomandata, che oggi come oggi, nell'attuale Torino, forse soltanto il sempre degente Gasbarroni sarebbe in grado di emulare. Quel tipo di palloni che uno come Bianchi, ieri sera in tribuna, sogna ad occhi aperti dall'inizio della stagione, auspicando che qualcuno, finalmente, lo possa "servire" come si confà ad un calciatore con le sue caratteristiche. E poi, come scritto sopra, signore e signori, tifose e tifosi, che Leo Junior! L'intelligenza tattica in persona. Capacità di far correre il pallone e gli avversari stando fermi, risparmiando energie, salvo poi accumularle tutte d'un fiato per seguire l'azione giusta, quella che si concretizza in un gol, il suo gol, dopo una sgroppata di 40 metri. Che classe, Leo, che giocatori quelli di ieri sera. E quale nostalgia, cari tifosi. Nostalgia delle emozioni.




SABATO 12 MARZO 2011 (ORE 17,30)

TORO ALLO SBANDO! COSI' SI RISCHIA LA C!

Toro allo sbando! La squadra del secondo tempo è stata una compagine totalmente allo sbando, senza capo nè coda, senza fisionomia, senza personalità, senza anima e senza cuore. Dopo una prima mezz'ora accettabile, il Toro è ripiombato nel vicolo cieco di una dimensione parallela a quella della sua realtà. Una dimensione in cui giochicchia, cerca qualche spunto, abbozza dei fraseggi e poi, alla prima difficoltà, si squaglia come una squadra dilettantesca di fronte a dei professionisti. Una dimensione parallela, quella del Toro, in cui vivono e giocano calciatori di grido e di nome per la serie B (Budel, Sgrigna, Gasbarroni, Bianchi, Ogbonna, De Vezze, Antenucci ecc ecc) ma che poi, in questo ambiente, non riescono a giocare come hanno dimostrato in altre piazze. Si vive una dimensione parallela alla realtà - lo ripetiamo - quasi come se questa squadra non si fosse mai conciliata con la serie B e non riuscisse ad interpretarne e comprenderne i caratteri, la fisionomia, le chiavi per poterla affrontare con serenità. Stante questa situazione e considerati i numeri impietosi, la paura dello spettro della serie C inizia a concretizzarsi. Il Toro nelle ultime dieci partite ha prodotto otto punti. Una media retrocessione. Negli ultimi due anni, non sono bastati i 50 punti per evitare i play out alla quint’ultima. L’attuale quint’ultima, il Cittadella, si trova a 9 punti di distanza dal Torino ma ha una partita in meno. Quindi, potenzialmente, potrebbe anche trovarsi a 6 punti. Il Toro, di punti, ne ha 41. Mancano 11 partite, di cui 6 in trasferta. Riuscirà la squadra granata a mettere insieme 10-11 punticini? O si inverte il trend o si rischia grosso. Basta parlare di serie A e di play off. Serve un inversione di rotta anche nei discorsi, nelle parole, nelle convinzioni dei calciatori. Che si inizi a parlare di salvezza e si giochi con umiltà, con spirito aggressivo e animosità da provinciale. Solo così si faranno punti. E poi i conti si faranno alla fine.




GIOVEDI 10 MARZO 2011 (ORE 12,30)

PAPADOPULO PER LA "SCOSSA"

"Un fallimento" - ha proclamato Cairo, nella
conferenza stampa di presentazione di Papadopulo. Un falimento questo ennesimo esonero, particolarmente mal sopportato da Urbano Cairo che credeva in Lerda, e sopratutto nel "progetto Lerda", coadiuvato da Petrachi. Una sorta di 'New Deal' granata, giovane e competente che avrebbe potuto garantire prospettiva al Toro e sopratutto continuità. Ora con Papadopulo il progetto si interrompe radicalmente. Si cerca la strada più corta per la promozione, vincolandosi ad un tecnico che non ha mai brillato per la tipologia di calcio proposto ma che dispone certamente di esperienza e carisma.
Si cerca a tutti i costi la promozione a scapito della programmazione. E' la piazza che lo impone, la Storia che lo esige. Però la sensazione della sconfitta generale, dopo l'ennesimo esonero, stavolta è ancora più netta. Non sarà facile per questo nuovo allenatore. Non sarà facile "ambientarsi" ed accettare l'ambiente granata e le sue paturnie ancor più che ottenere risultati. In bocca al lupo mister Papadopulo.




GIOVEDI 3 MARZO 2011 (ORE 02,00)

TORO: SFIGA O LERDA? LERDA O SFIGA?

Una partita discreta, iniziata bene, terminata in crescendo fino al novantatreesimo minuto. Il tutto contro un avversario più forte tecnicamente, tatticamente e caratterialmente. Il Toro meritava il pareggio. Un pareggio che, considerato il trend iniziale ed il trend finale, poteva addirittura stare leggermente stretto, soprattutto pensando all’incredibile colpo di testa di Bianchi uscito di un niente. Poi, il contropiede atalantino e un gol dai 20/23 metri che ha del miracoloso. Palo-gol di Bonaventura, un tiro difficilissimo da prendere e ancor più arduo da eseguire. Un tiro che se riprovato altre 100 volte non credo finirebbe dentro la rete avversaria, specie se scagliato da quella posizione e con un uomo davanti. Incredibile. Setacciare colpe dopo una gara del genere non mi sembra giusto né tantomeno logico. Molti tifosi se la stanno prendendo con Lerda imputandogli il cambio Lazarevic-Gabionetta. Francamente Lazarevic non ha giocato così bene da giustificare tanto acredine nei confronti di una scelta che, a mente fredda, non pare così campata per aria. Lazarevic provava lo spunto in velocità ma nella ripresa ha giocato maluccio e non ha mai messo una palla decente in mezzo per gli attaccanti. Il ragazzo è bravino, questo si, ma non affonda. Prendersela con Lerda per averlo tolto dal campo mi pare una esagerazione spinta dalla rabbia emotiva di una sconfitta bruciante. Il punto, invece, è un altro. Il Toro, dopo 29 partite di campionato, non gioca come ci si sarebbe aspettati con l’ingaggio di un allenatore come Lerda. Il quale, ora, paga anche lo scotto di essere inesperto e poco carismatico. Lacune, queste, che tuttavia già a priori erano state pronosticate dalla dirigenza granata e dagli addetti ai lavori ma che si sperava potessero essere sopperite dalla costruzione (finalmente) di un impianto di gioco ben delineato e specifico che permettesse alla squadra granata di possedere un’identità concreta e precisa. Un architrave su cui fondare la squadra per poi ritrovarselo, mantenendolo, anche nella massima serie. Adesso, invece, siamo al punto di partenza. Il Toro gioca come se in panchina ci fosse un “Papadopulo qualunque” ma senza l’esperienza né tantomeno il carisma del Papadopulo o del Colomba o del Cagni di turno. Che fare, dunque? Forse sarebbe meglio cambiare allenatore. Ma la scelta non è affatto facile ed io stesso non mi sento sicuro di quello che sto scrivendo. In fin dei conti, se la partita fosse rimasta ancorata sull’1-1 questo commento cadrebbe in un ‘nonsense’. Però se il massimo a cui ragionevolmente il Torino può aspirare in questo maledetto campionato di serie B è quello di agguantare la zona play off, credo che poi, proprio in questa particolare fase caratterizzata da scontri diretti di andata e ritorno, vi sia la necessità di grande esperienza e carica motivazionale nel “manico” di una squadra. Tutte doti che attualmente non riconosco in Lerda. Quindi…alla fine, pieno di dubbi e con grande rammarico, sono portato all’idea di sostituire l’allenatore. Forse… .




GIOVEDI 24 FEBBRAIO 2011 (ORE 11,30)

ESAME FINALE PER LERDA

Per chi legge il titolo pare una ripetizione, lo sappiamo. Un deja-vu che si ripete, partita dopo partita, week end dopo week end. E invece, spiace ammetterlo, ma non è così. Se la partita contro il Pescara di sabato scorso era a tutti gli effetti un bivio per l'allenatore granata, altrettanto lo saranno le prossime due partite. Il tecnico, infatti, anche ieri pomeiggio difeso a spada tratta dal presidente Cairo, deve però dimostrare che la squadra lo segue. Per farlo, è obbligato a dare continuità alla vittoria contro gli abruzzesi. Un pareggio a Portogruaro, infatti, potrebbe non bastare per garantire ancora la panchina al tecnico di Centallo. E manco la vittoria servirà a molto se poi mercoledì sera contro l'Atalanta, il Toro soccomberà dinanzi ad una delle principali candidate alla promozione diretta. Lerda è a un bivio? Si, lo è ancora e questo bivio si chiama Portogruaro e Atalanta. Se questi due "ostacoli" verranno superati indenni, la stagione si concluderà con Franco Lerda in panchina. Viceversa, c'è sempre Papadopulo dietro l'angolo... .




GIOVEDI 17 FEBBRAIO 2011 (ORE 12,00)

TORO, PRESSIONE MEDIATICA SUI GIOCATORI - SPOGLIATIO SPACCATO?

Aprire i giornali torinesi a caratura nazionale, oggi, porta il tifoso del Toro all'ennesima indignazione verso la squadra e sopratutto i giocatori.
"La Stampa" scrive di colpe vicendevolmente attribuite tra i calciatori, di scaricabarile dell'uno verso l'altro all'interno dello spogliatoio, prendendo spunto dalle dichiarazioni di ieri di De Vezze in conferenza stampa, e mettendole a confronto con quelle di Sgrigna la scorsa settimana. Le dichiarazioni appaiono diverse, vengono forzatamente e artatamente messe in parallelo per dare lucentezza alla dicotomia...et voilà, les jeux sont faits: spogliatoio spaccato, giocatori divisi ecc ecc. "Tuttosport" non è da meno, però il quotidiano sportivo di Corso Svizzera va più sull'esplicito: "Inferno Toro, lo spogliatoio è spaccato..." - recita in prima pagina, adducendo poi al suo interno circa una separazione tra giocatori in quelli “pro Lerda” e “contro Lerda”. E sempre nel medesimo articolo, si staglia una bella analisi degli infiniti problemi che attanagliano la società di Cairo fin dall'inizio della sua storia con la spiegazione dei motivi che portano la dirigenza granata a non aver ancora esonerato il tecnico di Centallo: farla finita di deresponsabilizzare i calciatori, divorando allenatori su allenatori e mettere finalmente pressione principalmente sui calciatori.
Ecco, dopo aver finito di leggere i giornali, l'effetto mediatico della giornata odierna è proprio questo: giocatori sotto pressione e messi alla berlina, alla gogna mediatica. Sono loro il problema, non Lerda. Quindi se si dovrà cambiare e se ci dovrà essere un esonero, saranno proprio loro a subire il “taglio”. Questa, in estrema sintesi, la rassegna stampa che riguarda il Torino. Una bella torchiatura nei confronti dei giocatori per spingerli alla reazione contro il Pescara, sabato pomeriggio. Se ciò non avverrà, i titoli di domenica mattina sapete quali saranno? "Lerda Vattene!"… .




SABATO 5 FEBBRAIO 2011 (ORE 21,00)

TORO-SASSUOLO 1-2 - ESONERARE O NO LERDA?

A poche ore dalla fine della partita le considerazioni sono queste: 1) i tifosi contestano tutto e tutti ma sopratutto Cairo e la dirigenza. Tale ulteriore presa di posizione è piuttosto giustificabile. I risultati non arrivano e nonostante il buon mercato invernale il Torino è nuovamente al bivio, prossimo ad esonerare un altro allenatore. 2) L'esonero di Lerda confermerebbe l'ennesimo errore in fase di impostazione progettuale. Per questo e forse per darsi ancora una chance, in primis a se stesso, Cairo potrebbe ancora temporeggiare fino alla prossima sfida di Novara, auspicando nell' "impresa" di una vittoria che possa fungere da propellente per l’inversione di tendenza. 3) Nonostante la sconfitta e nonostante i più svariati commenti, non si può accettare l'idea che il Torino sia una squadra scarsa. Non lo è. E' tra le più forti - come organico - della Serie B. 4) Sarà banale ma è sempre meglio ricordarselo: avere un organico altamente competitivo non equivale ad esserlo poi concretamente sul campo. 5) La mia idea su Lerda è che sia un fantastico allenatore per giocatori-soldati affamati e non affermati capaci di obbedire ciecamente ai suoi dettami, correre ai 300 all'ora per tutti i novanta minuti e praticare calcio soltanto attraverso un'organizzazione di gioco impostata dall'allenatore secondo le sue convinzioni (es: 4-2-3-1). 6) Con l'attuale rosa ed il livello medio basso della serie B non serve un allenatore maniacale, un tecnico che privilegia i movimenti, gli schemi ma che non eccelle sul piano motivazionale, nel garantire serenità ai giocatori e la giusta dose di personalità. Non serve un allenatore seguace di quella scuola 'sacchiana' che annovera tra le proprie fila esponenti come Sacchi, Zaccheroni, Zeman ecc ecc. Attenzione: Non serve se non gli si può concedere tempo, perchè a volte non bastano neanche sette mesi ma ci vuole un'intera stagione di preparazione al fine di conseguire, in quella successiva, risultati prefissati e sopratutto un impianto di gioco stabile che ci si porta poi dietro in qualunque categoria e contro ogni avversario. 7) Paradossalmente, e concludo, ora al Toro serve un allenatore molto meno bravo di Lerda ma più esperto, più gestore delle risorse umane e che chieda un calcio più semplice ai giocatori. Un tecnico che punti sulla qualità dei singoli e sappia traghettare ( e sottolineo traghettare) questa squadra alla serie A. In giro ci sono decine di figure disponibili. Che fare dunque? Perseverare nel progetto Lerda con tutti i rischi che si stanno materializzando ora o provare a prendere la scorciatoia di un nuovo e “normale” allenatore? Se la piazza fosse differente, più piccola e tranquilla non ci sarebbero dubbi di sorta ma siamo a Torino e la storia cambia.




GIOVEDI 3 FEBBRAIO 2011 (ORE 22,30)

FENOMENO OGBONNA, GIOIELLO PER L'ESTATE

Il pazzo calciomercato di questa sessione invernale, caratterizzato da trasferimenti clamorosi ed esosi, in barba al fairplay finanziario voluto da Platini, ha fatto registrare, al contrario, una storia di coerenza, senso di appartenenza, basso profilo e capacità di resistenza. La storia in questione è quella di Angelo Ogbonna, difensore centrale del Torino valutato più di 10 milioni di euro dal presidente Cairo capace di resistere ad una offerta del Napoli di ben 7 milioni, obbligando il ds Bigon a dirottarsi sul difensore dell’Espanyol, Ruiz. Per molti non addetti ai lavori o per colori i quali non conoscono a memoria le potenzialità di questo giovanotto, prodotto del vivaio granata, la richiesta del Torino è sembrata esagerata. Nulla di più sbagliato. Angelo Ogbonna è un giocatore che sta rapidamente crescendo e maturando, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo. E’ un difensore di indubbie qualità fisiche, ottima velocità, straordinaria potenza, progressione e un sinistro discreto, vellutato, ancora da affinare ma ben lontano dallo stereotipo del difensore che spara la palla in tribuna. Ogbonna ha tutto per diventare un vero campione. Non un buon giocatore, attenzione, bensì un Campione. Il titolare della Nazionale per i prossimi dieci anni. L’Italia non ha mai potuto avvalersi della prestanza atletica di calciatori di colore nel reparto arretrato a differenza, ad esempio, della nazionale francese. Ebbene, Ogbonna ha tutto per diventare il futuro Gallas della nostra Nazionale. O, meglio, un Thuram mancino. I paragoni, me ne rendo conto, possono apparire stonati ed esagerati, specie in questo momento. Ma le qualità e gli ulteriori margini di miglioramento del calciatore sono amplissimi. Ogbonna, nel corso della sua breve carriera, è stato impiegato come centrale difensivo e come terzino sinistro. Il ruolo naturale è indubbiamente quello di centrale ma anche come esterno mancino ha dimostrato di sapersi disimpegnare ottimamente così come terzo di difesa in una retroguardia a tre, posizione in cui, probabilmente, ora come ora gli consentirebbe di dare sfogo pienamente alle sue potenzialità. Per tutti questi motivi e per una certa maturità di atteggiamenti e di comportamenti, il ragazzo natio di Cassino sarà certamente uno dei pezzi pregiati e più agognati del prossimo mercato estivo. Può servire a tutti: alle milanesi (il Milan ha già chiesto informazioni a Gennaio), alle romane, ma anche a club inglesi e spagnoli (Arsenal e Siviglia lo seguono). Difficile che possa rimare al Toro, anche se il legame con la maglia granata lo ha portato a non puntare i piedi e a non chiedere di essere ceduto nei giorni scorsi. E’ voluto rimanere in serie B ancora questi sei mesi a combattere e soffrire per riportare il suo Torino in serie A. Tanto di cappello, dunque, a questo giocatore dal talento cristallino. Poi, ci potete scommettere, da quest estate la sua carriera spiccherà il volo. Assicurato.




MERCOLEDI 2 FEBBRAIO 2011 (ORE 24,00)

LERDA E LA PRESSIONE DELL'AMBIENTE TORO

Forse è la prima volta, quest anno, che Franco Lerda si ritrova nella situazione di molti altri suoi colleghi precedentemente seduti sulla panchina granata. E’ la prima volta che Franco Lerda dovrà affrontare un nemico in più: la pressione. La pressione dell’ambiente, dei tifosi, della stampa. La pressione di dover vincere ad ogni costo senza avere più alibi con l’aspettativa di una città stufa di ‘mangiare’ serie B e smaniosa di ritornare nella categoria che le spetta. Fino ad ora il rapporto di estrema difficoltà e tensione tra Cairo ed i tifosi aveva in un certo qual senso “protetto” Lerda, confinandolo quasi sempre in secondo piano dinanzi alle sconfitte, alle delusioni, proprio perché la colpa, unica e univoca, veniva sempre indirizzata sulla testa del padrone e non dell’allenatore, depositario - secondo “l’ambiente” - degli errori presidenziali. Ora, però, dopo il mercato di Gennaio, e constatato un po’ da tutto il mondo calcistico che Cairo e Petrachi hanno svolto un ottimo lavoro, la figura dell’allenatore è tornata in prima fila, sotto la lente d’ingrandimento della critica. Saranno i risultati a parlare e a valutare l’operato di Lerda. Gli occhi, però, ora saranno solo ed esclusivamente tutti su di lui e la fatidica pressione della piazza, tanto chiacchierata in passato dagli allenatori che si sono succeduti nella storia granata, sarà concentrata quasi esclusivamente sul mister di Centallo. Avrà le spalle abbastanza larghe ? Noi speriamo di si, e comunque…In bocca al lupo!




DOMENICA 30 GENNAIO 2011 (02,00)

TORO, PERCHE' SONO OTTIMISTA (PER I PLAY OFF)

Il pareggio della squadra granata non è da buttare e non è da ascrivere all’ennesima occasione persa come tante altre volte è accaduto in questa stagione. Pareggiare a Crotone ci può stare, poche storie. Ci può stare soprattutto se si sfiora il palo della porta avversaria in più di un occasione, se si creano molteplici situazioni di potenziale pericolo e se l’avversario centra il gol del vantaggio temporaneo con un eurogol. Certo, col senno di poi (ma anche di prima, considerato quello che aveva combinato all’andata – altro gol da cineteca) a Cutolo non doveva essere lasciato lo spazio per tirare in porta. E sempre a voler fare il professorino, mi piacerebbe chiedere a Zanetti perché diavolo ha tenuto le mani in aria mentre si trovava dentro la propria area di rigore con il pallone in possesso del suo dirimpettaio (gesto istintivo? La prossima volta Lerda lo ammanetti con le mani dietro la schiena prima di farlo entrare). Ma disavventure del meno nobile dei zanettiani a parte, ci sono alcune altre valutazioni di più ampio respiro che mi conducono all’ottimismo. 1) Lerda non è così testardo e integralista sul piano tattico come temevo. Sia chiaro, un bel po’ lo è, non c’è dubbio…ma non fino alla cecità estrema. Ha abbandonato realmente il suo 4-2-3-1 a favore di tre uomini a centrocampo, un trequartista puro e due punte, una accanto all’altra. La scelta, in virtù di un mercato di gennaio che non può non essere valorizzato, è quella vincente. La speranza è che persegua questa strada e continui così… . Sabato pomeriggio, durante la gara, la paura personale più grande era proprio quella che un eventuale risultato nefasto avrebbe riportato Lerda ad una brusca retromarcia. Duttilità e flessibilità caro Franco. Duttilità e flessibilità, duttilità e flessib…emh…proseguiamo. 2) Il nuovo schieramento garantisce a Bianchi minor solitudine la davanti e a Budel di potersi esprimere con maggior tranquillità, senza doversi occupare strenuamente della fase di interdizione. Ebbene, si contesterà che però il risultato non è stato all’altezza delle aspettative e che tutti questi cambiamenti non hanno prodotto effetti diversi dal solito. Errore. Antenucci è ancora al 50 % della condizione. Fra due settimane ne riparleremo. Budel sta lentamente prendendo confidenza con i nuovi compagni e con una categoria certamente diversa dalla serie A. Dare tempo al tempo e aspettare che i nuovi si inseriscano. Non c’è nessun treno che sta scappando, anzi, rallentano tutte le concorrenti. Mettiamoci in testa un concetto fondamentale: e cioè che questo Toro non potrà mai arrivare nelle prime due posizioni in questa stagione perché soltanto adesso, grazie a questa finestra di mercato, si è avvicinato a Siena e Atalanta, che nel frattempo hanno accumulato dieci/dodici punti di distanza. Per cui se toscani e lombardi scappano, facciano pure. Il Toro fin da ora, deve puntare a vincere i play off. Ha tutto per riuscirci, anche perché ora la rosa è davvero competitiva. Molto competitiva. 3) Direttamente conseguenza di quanto sto scrivendo lancio un appello. Sono stufo di sentire tifosi granata affermare che i giocatori sono “scarsi, scarponi, brocchi” ecc ecc. Non sono assolutamente d’accordo. Per un semplicissimo motivo: non lo sono per la categoria in cui giocano. Anzi, sono forti. Molto forti. Per la serie B, sia ben chiaro. Una categoria, questa, dove nessuno gioca bene. Nessuno. La corsa, l’organizzazione, il pressing, il caso, le mischie e le deviazioni configurano e marchiano la serie B. E se basta uno come Gasbarroni a fare la differenza quando mostra un briviolo di qualità, si capirà bene quanto il livellamento verso il basso sia concreto. Ebbene, in un panorama modesto ma reale e oggettivo come questo, quando il Toro presenta tra le sue fila gente come Bianchi, Antenucci, Budel, Gasbarroni, Ogbonna, Garofalo, Rubinho, De Vezze, Iunco, Obodo e Sgrigna (si, anche gli ultimi due, nonostante non stia facendo bene), non possiamo continuare a dire che questa squadra sia scarsa o abbia dei giocatori brocchi. E’ assurdo sostenerlo e non realista. Il Toro è una Formula 1 da serie B che deve obbligatoriamente raggiungere la promozione. Né Novara, Varese, Livorno e Padova possono reggere l’urto della rosa granata. Il tutto, considerando sempre Siena e Atalanta ravvicinati a livello di organico ma ormai irraggiungibili a meno di clamorosi black out.
Ah, ultima considerazione. Alla domanda - ma se anche il Toro sarà promosso, con questa squadra dove volete che si vada l’anno prossimo? - rispondo: male che vada si retrocederà. Ma preferisco sempre e comunque un anno in serie A tra San Siro, la Favorita e il San Paolo di Napoli, piuttosto che lo Scida (con tutto il rispetto) di Crotone.




MERCOLEDI 26 GENNAIO 2011 (ORE 20,00)

LERDA E IL MODULO 4-3-1-2

E’ di oggi la notizia che Lerda sta provando a cambiare qualcosa nel sistema di gioco che usualmente propina a giocatori e tifosi. Con i nuovi acquisti e specialmente con l’arrivo di Antenucci, anche il sergente Lerda ha capito che perseverare nel suo prediletto 4-2-3-1 sarebbe uno sbaglio. Non si può scegliere tra Bianchi e Antenucci, né far giocare quest’ultimo (24 gol lo scorso anno) lontano dalla porta avversaria o addirittura in fascia. L’idea di Lerda, dunque, è quella di utilizzare due attaccanti puri (Bianchi e Antenucci) e una mezza punta qualche metro dietro, ruolo che può benissimo essere interpretato sia da Sgrigna che da Gasbarroni. 4-3-1-2 o, a seconda dei movimenti delle punte, 4-3-3. Utilizzando questo sistema di gioco il centrocampo andrebbe sicuramente meno in sofferenza, permettendo a Budel, un regista dal passo non rapidissimo, di essere ben protetto ai suoi fianchi da De Vezze e De Feudis, liberandosi così da esasperati compiti di interdizione e dedicandosi maggiormente alla costruzione della manovra




GIOVEDI 20 GENNAIO 2011 (ORE 08,00)

Giovedì 20 Gennaio di incroci e trattative a Milano. Il ds Petrachi si muove su più strade (e tutte sommamente accidentate) al fine di arrivare agli obiettivi prestabiliti da tempo. Dopo Budel, tassello fondamentale voluto, richiesto e garantito a Lerda, si lavora su due giocatori in entrata. Un attaccante e un esterno. Oggi dovrebbe essere il giorno della trattativa per Antenucci. Fin da martedì scorso era stato programmato sul calendario l’incontro (che si spera risolutore) tra le parti. E le parti sono Cairo e Lo Monaco, assodato che il giocatore ha già dato il suo assenso al trasferimento. Tutto ruota sulla cifra che il presidente granata verserà nelle casse dei siciliani. Si parla di una possibile apertura di una comproprietà a 1,5 milioni di Euro. Una cifra ragionevole. Li metterà questi soldini il presidente? Non sarà facile la trattativa anche perché al Catania è arrivato un nuovo allenatore, Simeone, che potrebbe rivoluzionare le scelte di mercato e le conseguenti disposizioni tecniche. Oggi, comunque, se ne dovrebbe sapere un po’ di più, a meno che Lo Monaco non rinvii l’incontro a causa proprio dell’insediamento del nuovo allenatore e delle difficoltà a questo connesse. Capitolo esterno: si continuano ad aspettare con una certa ansia le notizie riguardanti Gabionetta e tenere calda la pista Foggia e D’Alessandro mentre per quel che riguarda lo sfoltimento della rosa, c’è da segnalare il rifiuto perentorio di Obodo al trasferimento all’estero o in un altro club di Serie B. ‘O la Serie A o rimango al Toro’. Questo, in sintesi, il ragionamento del nigeriano tornato ieri alla Sisport e già allenatosi per mezzora. Ragionamento non troppo dissimile è quello di Jurgen Saumel. Anche lui pare abbia rifiutato il Frosinone e un paio di proposte provenienti dalla Grecia ma sarebbe in predicato di abbracciare l’offerta di una squadra di serie B tedesca prossima alla promozione nella Bundesliga.




MERCOLEDI 12 GENNAIO 2011 (ORE 23,00)

BUDEL QUASI FATTA. LOVISO A CROTONE.
OGBONNA-NAPOLI: SI TRATTA

Fermento nel mercato granata. Petrachi è stato avvistato tutto il giorno all’hotel Hilton di Milano mentre era impegnato a confrontarsi con colleghi e procuratori. In mattinata il ds granata ha parlato con Gianluca Nani per la definizione del trasferimento di Budel al Torino. Il centrocampista del Brescia, attualmente è in comproprietà con il Parma e al duo, qualche ora dopo, si è aggiunto Leonardi, ds del Parma (fonte Sky). Manca ancora qualche dettaglio ma il trasferimento pare praticamente cosa fatta. Petrachi, poi, a fine mattinata ha salutato Loviso, girato in prestito al Crotone, e poi si è tuffato in un colloquio con Bigon, ds del Napoli, per trattare la cessione di Ogbonna. L'operazione è in fase di stallo ma le parti non sono lontane. Il Napoli è arrivato ad offrire 7 milioni di euro per l’intero cartellino. Il Toro pretende, come minimo, 10 milioni. La differenza non è enorme però alcuni operatori di mercato vicini alle due squadre danno l’affare prossimo alla conclusione e orchestrato così: apertura di una comproprietà fissata a poco meno di 5 milioni di euro che il Napoli verserà al Torino per la comproprietà del cartellino con la possibilità, per il Toro, di vedere schizzare il valore del giocatore qualora Ogbonna riuscisse ad integrarsi bene a Napoli e, magari, essere convocato in Nazionale da Prandelli (le voci a tal proposito ci sono e pure insistenti).




GIOVEDI 17 DICEMBRE 2010 (ORE 10,00)

BATTERE L'EMPOLI PER AGGANCIARE I PLAYOFF

Ultima partita dell’anno per il Toro di Lerda e ultima fatica vera prima di qualche meritato giorno di respiro. Contro l’Empoli il Toro cerca il suo nono risultato utile consecutivo e l’aggancio alla zona play off, distante solamente due punti. Ma nella settimana che porta alla sfida contro i toscani di Aglietti è ormai il discorso inerente al calciomercato a suscitare il massimo interesse nei tifosi. Pare assodato che la società granata voglia intervenire per acquistare un centrocampista di sostanza, fisicità e contestualmente anche buona qualità (un altro Obodo, in sintesi, sperando che possa fare meglio del nigeriano) e due esterni, atteso che Scaglia, Stevanovic e Filipe hanno deluso. Come recita “La Stampa” nell’edizione odierna, Petrachi si sta inoltre muovendo con il Genoa per strappare la possibilità di comprare la metà del cartelino di Lazarevic. Trattativa complessa, questa, perché il Torino vanta un diritto di riscatto della metà del giocatore ma la società ligure, a sua volta, ha la possibilità di contro riscattare la eventuale offerta cairota. Trattativa complessa ma non impossibile, stante l’ottimo lavoro nell’ombra del direttore sportivo granata e i suoi buoni rapporti con Preziosi. Il valore di mercato del giovane centrocampista oscilla tra 1/1,5 milioni di euro. Rilevarne la metà sarebbe il primo vero affare di Gennaio.




VENERDI 10 DICEMBRE 2010 (ORE 12,00)

OGBONNA AL NAPOLI - BUCCHI AL TORO?

Sempre più insistenti le voci che parlano di Angelo Ogbonna sul piede di partenza da Torino. Voci provenienti da Napoli mi informano che Bigon, ds partenopeo, vuole fortissimamente il difensore centrale della Nazionale Under 21. Il Toro, per Ogbonna, chiede circa otto milioni di euro. Il Napoli sarebbe pronto a offrirne quattro/cinque. Le parti, dunque, fin dall'inizio non sarebbero lontanissime. La squadra partenopea vorrebbe inoltre inserire qualche contropartita tecnica nell’affare. I nomi che si stanno facendo nelle ultime ore sono quelli di Christian Bucchi, prima punta di esperienza (33 anni) che potrebbe sostituire Pellicori come vice Bianchi ed Erminio Rullo, ventiseienne terzino sinistro ex Triestina e Lecce in scadenza di contratto. Di certo il Torino, se deciderà di cedere il suo gioiello, lo farà soltanto nell’ottica della massima ottimizzazione economica per cui le possibili contropartite tecniche appena citate sarebbero solo un corollario alla cifra richiesta in partenza.




GIOVEDI 25 NOVEMBRE 2010 (ORE 12,00)

A PIACENZA PER DARE CONTINUITA'

Dare continuità. Procrastinare le prestazioni, oltre ai risultati postiivi. Il Torino, reduce da cinque risultati utili consecutivi, è una squadra che lentamente sta prendendo coscienza di se. Le ultime due prestazioni lo hanno testimoniato: personalità, identità di squadra, grinta, idea tattica ben precisa. Il Torino ha dimostrato nelle ultime due uscite di avere un'idea di COME giocare. Ha commesso tantissimi errori, ancora, specie in difesa. Ma sono errori commessi in virtù di un tentativo. Quello di giocare in una certa maniera. Quello di giocare come impone Lerda: difesa altissima, ripartenze veloci, inserimento degli esterni anche centralmente, pochi lanci in verticale ma aggressione verticale degli spazi e schemi sui calci piazzati. Si sta intravedendo qualcosa, cari tifosi. Qualcosa che si chiama IDEA CALCISTICA. Può essere giusta o sbagliata, adatta o non adatta a questa squadra. Però inizia ad insinuarsi nel gioco del Torino. Per questo sono contento della fiducia attribuita a Lerda da società e tifosi. Avanti così.




GIOVEDI 18 NOVEMBRE 2010 (ORE 13,30)

UN NUOVO D.G.? NON SERVE SENZA SOLDI DI CAIRO

Facendo seguito alla lettura attenta dell'intervista esclusiva che Pierpaolo Marino, oggi, ha concesso a Tuttosport, mi lascio andare ad un commento. Quello che manca al Torino non è il Pierpaolo Marino di turno. Sarebbe l'ennesimo direttore sportivo generale che andrebbe a porsi in contrasto con quello già esistente (Gianluca Petrachi) dando la stura a sovrapposizioni professionali che sfocerebbero, inevitabilmente, nella dipartita di Petrachi stesso. Ha un bel dire, Marino, che “Petrachi è bravissimo ma inesperto e che al Torino manca una figura di personalità che sappia confrontarsi con Cairo in misura paritetica”. Ma…domanda: Foschi non aveva quell'esperienza e personalità? Stentiamo a non crederlo. E Doriano Tosi, ora ds alla Sampdoria? Mah... . No, signori, quello che serve al Torino non è un altro uomo mercato (Petrachi ha dimostrato di esserne all'altezza pure con zero euro come budget) ma un amministrativo, una figura disinteressata e amante del Torino che converga su di se anche la comunicazione, che conosca l'ambiente e sappia gestire rapporti tifoseria-società, Filadelfia-società, settore giovanile-società. Ecco cosa manca realmente al Toro. Questa figura, però, sottintenderebbe un impegno preciso da parte di Urbano Cairo. Un impegno anche e soprattutto economico. E su questo tasto, il presidente non pare sentirci molto bene, forse anche perché non ne ha le possibilità. La morale? Meno propaganda, più fatti. Meno girandole di nomi + Filadelfia, Settore Giovanile, Strutture di Allenamento ecc ecc.




SABATO 13 NOVEMBRE 2010 (ORE 17,40)

IL TORO C'E'! OTTIMO PA-REGGIO

Ottimo pari granata. Dopo tanto tempo in cui si attendeva una prestazione da Squadra, finalmente questa è arrivata. Attenzione: prestazione da squadra, significa non soltanto poter ammirare un certo tipo di carattere, fin'ora soltanto trapelato in qualche scampolo di partita passata. Significa anche aver tenuto un atteggiamento tattico ben preciso: molto ordinato e attento, con i reparti corti tra di loro e compatti. Si è visto un centrocampo ringalluzzito dalla capacità di Scaglia e Lazarevic di interpretare entrambe le fasi, dando così la possibilità ai due mediani centrali di non essere sempre in affanno ed emergere anche con buone giocate (De Vezze, migliore in campo). Molto positiva è stata la partita di D'Ambrosio, le cui sgroppate sulla destra hanno garantito maggiore ampiezza della manovra, sovrapposizioni ed un appoggio costante in fase di possesso palla, oltre al conseguente pressing alto in fase di non possesso. Ottimo pure Ogbonna mentre meno positivo è apparso Zavagno, in forte sofferenza nel primo tempo. La squadra, comunque, ha dimostrato di essere cresciuta rispetto solo alla scorsa settimana: avanti così!




MERCOLEDI 10 NOVEMBRE 2010 (ORE 20,00)

TORO CROSS: BIANCHI RINGRAZIA

La partita di martedì sera, al solito noiosissima nella dinamica del gioco, ha palesato il più facile e banale concetto legato al mondo del calcio. Se si prova a sfornare cross dal fondo, la pericolosità dell'azione offensiva aumenta. Se poi si ha la fortuna di avere un attaccante centrale come Rolando Bianchi, ecco che la sopracitata pericolosità raggiunge livelli esponenziali. Contro l'Albinoleffe, finalmente, il Torino ha giocato con due "ali" pure in mediana: Scaglia e Lazarevic. Non hanno giocato granchè bene e non hanno prodotto cross a catinelle. Scaglia, in special modo, forse a causa di una condizione fisica non ottimale, è ancora il lontano parente del giocatore apprezzato nello scorso campionato. Però proprio da lui e grazie al suo piede si è finalmente visto spiovere un cross decente dalla linea di fondo. Un cross che si è trasformato in assist per Bianchi. Da qui la solita trita e ritrita considerzione: ma non sarebbe più logico insistere su Scaglia (un'ala) piuttosto che impiegare Iunco (un attaccante/seconda punta) in quella zona del campo? E poi, quando Gasbarroni starà meglio, non sarebbe cosa buona e giusta concedere qualche boccata d'ossigeno al giovane promettente ma acerbo Lazarevic che sembra non abbia ancora la forza nelle gambe per calciare cross a centro area? Di sicuro Lerda, che è un testone, andrà avanti per la sua strada. La sua testardaggine, e ci ripetiamo, sarà sempre il suo più grande limite e contestualmente il suo punto di forza. Dunque, fiducia e tempo a Lerda che non è ancora riuscito a dare il gioco che professa e insegna alla squadra ma che è riuscito, anche con un pizzico di fortuna, a guadagnare ulteriore tempo per provarci. Coraggio.




MERCOLEDI 3 NOVEMBRE 2010 (ORE 20,00)

LA SQUADRA E' CON LERDA

La vittoria in casa contro l'Ascoli, maturata in un clima surreale con i tifosi a fare da presidenti e Urbano Cairo a scontare un Daspo forzato, ha testimoniato alcuni aspetti fondamentali: 1) I giocatori non hanno giocato contro l'allenatore, nè esiste la volontà da parte loro di "fare fuori" il loro conducator (come era stato ventilato da più parti la scorsa settimana). 2) Il Toro non è guarito: contro una delle formazioni più deboli e maggiormente in crisi di tutta la serie B, Ogbonna e compagni sono riusciti a complicarsi la vita immediatamente, rendendo angosciosa e iper difficoltosa la vittoria. 3) Se il Toro non è guarito, perlomeno ha allentato la tensione. Quella che è scesa in campo all'Olimpico, lunedì sera, era una squadra attanagliata (specie nel primo tempo) dalla paura. Poi, mano a mano che i minuti trascorrevano, i granata hanno preso coraggio. La speranza è che questi ragazzi vivano con minore trasporto e maggiore allegria i novanta minuti sul campo, tenendo, invece, il massimo atteggiamento di professionalità durante la settimana. 4) "Nuntio vobis gaudium magnum": Habemus terzino sinistro oltre a Garofalo: Zavagno! L'italo argentino non è soltanto una meteora. E' un giocatore che può tornare utile a Lerda e sia contro il Bari in Coppa Italia, sia di fronte ai marchigiani, lo ha dimostrato.
5) Lerda ha la testa più dura di uno Zeman, un Glerean o qualunque altro maniaco tatticista di professione allenatore. E' il suo grande limite. MA...può essere la sua grande, immensa forza. Unica indicazione in questo caso: lasciarlo lavorare e dargli ancora tanto, ma tanto, ma tanto tempo a disposizione.




MERCOLEDI 27 OTTOBRE 2010 (ORE 20,00)

LERDA E LE SECONDE LINEE

Un allenatore a rischio non parlerebbe col presidente, con questo presidente, poche ore dopo la sconfitta pur gravissima contro il Frosinone. Cairo, infatti, non si sarebbe fatto trovare, l'avesse voluto mandare via. Un allenatore a rischio non metterebbe in imbarazzo il rapporto Cairo-Petrachi, dando la stura ad una girandola di voci, peraltro poi smentite, che vedrebbero il patron infastidito dagli ultimi movimenti del ds granata, intento a cercare un sostituto dell'attuale mister. Un allenatore a rischio, infine, non utilizzerebbe tutte le seconde linee a disposizione in una gara secca di Coppa Italia, ammesso e non concesso che la codesta competizione non desti alcun tipo di interesse. No, Lerda non rischia (ancora) la panchina, almeno fino alla prossima gara interna contro l'Ascoli, laddove forse nemmeno un ipotetico quanto sciagurato pareggio ne causerebbe l'esonero. Però sono onesto: io non schiererei contro il Bari tutte, tutte, ma proprio tutte le riserve. Non vorei mai ritrovarmi a contare i gol incassati con il pallottolliere... .




DOMENICA 23 OTTOBRE 2010 (ORE 17,00)

LERDA ESONERATO O CONGELATO ?

Disastro Toro. Squadra incapace di segnare. Squadra inabile a difendersi. Nessuna manovra di gioco commentabile, nessuno sprazzo di gioco. Nessuno. Dal punto di vista sportivo, stiamo parlando di una regressione, addirittura, rispetto alle prime giornate. Una regressione sotto vari punti di vista: tattici, tecnici, mentali, sopratutto mentali e atletici. Si è spesso difeso Lerda per non avere avuto il tempo di costruire e amalgamare i giocatori secondo i suoi dettami tecnico tattici. Il punto, però, è che più passa il tempo e più questa squadra peggiora. Che fare? La posizione di Lerda è molto più che traballante. Conoscendo Cairo e, in una SITUAZIONE NORMALE di gestione cairota, Lerda stasera sarebbe esonerato. L'unica salvezza del mister fossanese, a questo punto, è tutto ciò che sta attorno al piano sportivo. La presunta o possibile trattativa in corso con gli arabi o chi per essi potrebbe congelare la posizione di Lerda in attesa che, una volta completato il trasferimento di proprietà, i nuovi acquirenti decidano cosa fare e chi mettere al suo posto. Ecco, se si volessero trovare dei segnali riferiti ad una possibile trattativa in corso, il "congelamento" di Lerda potrebbe essere un piccolo ma importante elemento probante. Perchè se Cairo sta realmente vendendo (sottolineo il SE), non andrebbe a far pesare sul bilancio di una società in prossimità di essere ceduta un ennesimo allenatore scelto da lui e non mi pare sia il tipo di persona che si azzardi ad assumere un allenatore indicato da altri (cioè i possibili acquirenti) prima che sia formalizzata una vendita. In sintesi; se Lerda verrà confermato (MA NOI NON LO CREDIAMO), vorrà dire che, molto probabilmente, Cairo starà passando la mano... .




MERCOLEDI 20 OTTOBRE 2010 (ORE 22,30)

PERO': SENTO PUZZA DI BUFALA


Non ho elementi per poter dire con certezza se quello che asserisce con estrema sicurezza il sito internet "Però Torino" corrisponda al vero, oppure no. Non so nemmeno se il sito stesso sia il sito internet ufficiale di questa testata giornalistica. Non so nulla. Da giornalista, mi limito a leggere e a dubitare per tutta una serie di motivi: 1) Il modo in cui viene scritta la faccenda, molto poco giornalistico e molto, troppo tifoso (non è un diario ma un articolo di cronaca e come tale richiederebbe pur sempre uno stile adatto); 2) Può sempre succedere che qualche volta una testata locale "piccola" riesca a scovare uno scoop prima delle grandi, ingenti e meglio dotate testate nazionali, ma tutto ciò resta, comunque, un evento rarissimo; 3) Una volta che lo scoop esce allo scoperto, poi, di solito tutte le altre fonti mediatiche si buttano sopra la notizia nel tentativo di "cavalcare l'onda". Ebbene...sono passate 24 ore dalle sparate di Però Torino e nè La Stampa, nè Tuttosport, nè Gazzetta dello Sport, nè Sky ecc ecc ecc si lasciano andare a commenti così perentori. Anzi...tutto il contrario. Non so voi ma mettendo insieme tutti questi elementi, uniti alla dichiarazione di Trombetta ("sono totalmente estraneo a quanto scritto da Però Torino")..beh, io, purtroppo, sento puzza di bufala. Spero di sbagliarmi... .




MERCOLEDI 13 OTTOBRE 2010 (ORE 23,00)

VITTORIA-TORO! E' LA SVOLTA DELLA STAGIONE?


Sono sincero: fino all'82' minuto di Torino-Vicenza ero sicuro che la Torino granata nella sua accezione più ampia, i suoi tifosi, la proprietà, la squadra e l'allenatore fossero ripiombati nel baratro più buio e profondo. Vedevo le angosce della quinta sconfitta in nove partite, i tormenti della piazza, la pressione della stampa, la contestazione ancora più feroce degli ultrà ed una situazione totalmente insostenibile per i giocatori. Vedevo Lerda stritolato dalle polemiche senza vie d'uscita, ad un passo da un esonero inevitabile dopo una probabilissima sconfitta pure a Livorno. Pensavo a come fosse possibile che un ennesimo allenatore, un bravo allenatore, venisse triturato, arrostito, bollito e bollato, senza avere nemmeno il tempo di capire il perchè. Vedevo nero, si, tutto nero, benchè in campo il Torino giocasse meglio dell'avversario ma conservasse la sempreverde "sfiga", si, la "sfiga" per gli autogol, i pali ed i fuorigioco millimetrici e perennemente sanzionati a sfavore. Vedevo nero fino al lampo di Lazarevic, il più piccolo, il più ingenuo e sfrontato, la classica ventata di aria fresca inebriante e frizzante. Rigore e gol di Bianchi! Da quel momento la prospettiva è mutata, radicale e repentina. Ho ritrovato l'equilibrio, la speranza di avere una crescita costante e crescente nel tempo di un' annata finalmente diversa, 'straordinariamente' normale nelle difficoltà e nelle soluzioni da trovare a queste. Mi sono destato sfibrato ma con il Torino vincente. Forse stasera è nato un nuovo Toro. Sicuramente, quello vecchio, di Toro, si è dato un'altra chance: avere tempo per progredire...Forse.




MERCOLEDI 6 OTTOBRE 2010 (ORE 18,30)

A BERGAMO COL 4-3-3 ?


Forse Lerda cambierà modulo! La notizia non è ancora sicura, e l'ossessività per il 4-2-3-1 dell'allenatore granata inizia ad essere nota ai più. Però, dopo la brutta prestazione contro il Portogruaro (si è vinto, ma che pena!) anche Lerda forse si è convinto che andare a rischiare una figuraccia in quel di Bergamo contro una delle squadre più forti dell'intero campionato, non è una buona idea. Meglio coprirsi, non lasciare da soli i due centrocampisti centrali ed inserire nuovamente Obodo per dare solidità e robustezza al centrocampo. Largo al 4-3-3, dunque, con il sacrificio di Lazarevic ed il probabile ritorno di Iunco dall'infortunio.




SABATO 2 OTTOBRE 20101 (0RE 20,00)

TORO VINCE MA NON CONVINCE


Vittoria, si ma che pena! Un Toro senza un briciolo di gioco 'ruba' tre punti ad uno degli avversari più scarsi che abbia mai visto calcare il terreno dell'Olimpico. Da segnalare, infatti, quello che è accaduto sul finire del primo tempo quando, nonostante il vantaggio granata, il pubblico ha iniziato a fischiare sonoramente, stremato da uno spettacolo indecente degno di una qualunque partita di terza/quarta divisione. Contro il Portogruaro è mancato tutto: circolazione della palla, profondità sulle fasce laterali, giuste distanze fra le linee dei reparti. Tutto. Novanta minuti di calci, botte, campanili e solite palle lunghe, nella speranza che San Rolando Bianchi risolva la pratica. Ora, Lerda è stato preso per dare un gioco a questa squadra. Ebbene, dopo un mese di lavoro con tutta la rosa a disposizione e dopo due mesi e mezzo di allenamenti estivi con buona parte dei calciatori che oggi sono scesi in campo dall'inizio (Pratali, D'Ambrosio, Ogbonna, Zanetti, Belingheri, Lazarevic e Bianchi), questa squadra ha dato la sensazione di regredire rispetto alle primissime gare, al match di Sassuolo o ai primi trenta minuti con il Novara. Regredire. Regredire nel gioco, nelle convinzioni, nelle aperture a memoria, nella linea difensiva alta, nel pressing offensivo sui difensori avversari (peculiarità intraviste, seppur approssimatamente, in qualche gara passata). Non ho visto una squadra spenta, per carità. Ho annotato una squadra senza idee. E questo è molto pericoloso perchè non sempre in futuro si vincerà grazie agli autogol avversari e non sempre ci sarà un Cristante pronto a tirare sulla traversa un calcio di rigore in movimento all'ultimo minuto della partita. Urge cambiare. Ed è meglio dirselo oggi che si è vinto piuttosto che dopo una sconfitta... .




GIOVEDI 30 SETTEMBRE 2010 (ORE 18,30)

TESTA DI MAIALE DAVANTI ALLA SEDE


Ennesimo atto vandalico da parte di una frangia estremista della tifoseria granata. Da notare la scritta che ha accompagnato il "regalo": "Vattene porco", chiaro riferimento alla presidenza granata.
Ebbene, la mia riflessione, coerente fin dal principio della contestazione, è sempre la stessa: i tifosi hanno il sacrosanto diritto di criticare ma io preferisco di gran lunga le bandiere e le sciarpe giallonere a questi gesti intimidatori e di stampo (passatemi il termine) piuttosto mafiosetto. L'invito ad andarsene, poi, prescinde sempre dalla certezza, da parte di queste persone, che il Torino abbia la fila di compratori alle spalle. Se, oltre alle scritte "Game Over" ecc., questi signori scrivessero i nomi di quelli che domani mattina comprerebbero il Toro, ne sarei straordinariamente felice. La scritta, ovviamente, andrebbe in granata... .




MERCOLEDI 29 SETTEMBRE (ORE 13.00)

LERDA, E' IL MOMENTO DI OBODO!


L'ho già scritto la scorsa settimana ma alla luce della sconfitta contro il Pescara sono costretto a ripetermi: caro mister Lerda, non vuoi cambiare il tuo modulo di riferimento perchè credi e vuoi realizzare il tuo progetto tattico? Va bene, avanti ancora con il 4-2-3-1 ma, per favore, al posto di uno dei due giocatori in mediana, inserisci Obodo. Secondo me uno tra De Feudis/De Vezze deve essere sacrificato in luogo del possente nigeriano, l'unico centrocampista granata dotato di quella fisicità tale da poter "fare un pò più filtro" rispetto agli altri due, sempre tenendo conto di quanto sia difficile opporre resistenza se si gioca con soli 2 uomini in mediana e gli avversari sono in 4. Urge che Sgrigna, Lazarevic e Iunco (se giocherà) facciano entrambe le fasi. Mourinho con Eto'o ci riusciva. Benitez ora ha qualche difficoltà. Però non mi vedo Garofalo urlare a Lerda: "Se non corrono io me ne vado, esco". Non so voi, ma io non me lo vedo proprio... .



MERCOLEDI 29 SETTEMBRE (ORE 10.00)

PETRACHI-BIANCHI - IL DS HA FATTO BENE!


E' difficile far capire ai tifosi il motivo per il quale ritengo che Petrachi abbia fatto bene a rispondere a Bianchi in quel modo. E' difficile perchè io non osservo questa 'querelle' dal punto di vista "politico-societario" ma esclusivamente da quello politico-sportivo, del "campo". Ebbene se Petrachi avesse lasciato impunita l'esternazione di Bianchi ("perdiamo perchè non ci conosciamo e perchè il problema è che in questa società si cambia sempre") avrebbe concesso a tutta la squadra un alibi enorme, quello cioè che tanto, se si perde, è colpa della società che ha nuovamente cambiato tutti quest anno. Parliamoci chiaro: Bianchi ha espresso concetti sacrosanti in linea generale, tenuto conto della storia del Torino Fc in questi ultimi 5 anni, ma era inevitabile l'intervento della dirigenza al fine di tenere in pugno la squadra, da un lato, legittimando ulteriormente Lerda dall'altro. Bravo, dunque, a Petrachi, che ha gestito al meglio la situazione e alla fine, per riappacificarsi "pubblicamente" con Bianchi, ha fatto ricadere le colpe sulla stampa, come prassi nel mondo del calcio.



MERCOLEDI 22 SETTEMBRE (ORE 23.00)

CHE FINE HA FATTO SCAGLIA?


Tempi duri per Scaglia: non soltanto è arrivato a Torino tardi, troppo tardi per integrarsi rapidamente negli schemi di Lerda e sfoggiare una condizione fisica invidiabile. Ma tardi anche perchè, ora come ora, rischia di retrocedere nelle gerarchie dell'allenatore, chiuso a sinistra da Sgrigna e a destra dal prorompente Lazarevic. Ma attenzione a non sottovalutare il miglior giocatore dei play-off dello scorso anno. Scaglia saprà farsi largo e diventerà anche quest'anno uno dei perni del Torino, fidatevi. Basta solo ricordare che il buon Gigi rappresenta l'unico esterno vero di ruolo nell'intero organico.




MERCOLEDI 22 SETTEMBRE (ORE 22.30)

SGRIGNA MEGLIO A SINISTRA


Proprio così: per quanto conosco Sgrigna e per come ha giocato in queste partite, l'ex attaccante del Vicenza sembra risultare più pericoloso partendo dalla corsia mancina per poi rientrare sul piede preferito (il destro) e andare alla conclusione o al passaggio filtrante. Dopo le prime partite non esaltanti l'ex attaccante del Vicenza sta facendo vedere le caratteristiche per le quali è stato acquistato: avanti così!




MERCOLEDI 22 SETTEMBRE (ORE 21,30)

PRESTO UN CASO OBODO?


E'presto per parlare di un vero e proprio "caso Obodo" ma il fatto che Lerda non abbia schierato il giocatore africano dal primo minuto contro il Novara, è certamente un fatto che non può passare inosservato. Obodo è un giocatore che, se in condizioni fisiche integre, fa la differenza in serie B. Mi ronzano ancora nella mente le parole di quel giocatore di un'altra squadra cadetta (di cui non ricordo più il nome) che si chiedeva stupito: "Ma che ci fa uno come Obodo in serie B?". Il problema sta nella collocazione del nigeriano nello scacchiere tattico di Lerda. Bravo a inserirsi centralmente partendo dalla mediana, Obodo garantisce maggiore copertura se utilizzato come trequartista centrale dietro Bianchi nel 4-2-3-1 ma, inevitabilmente, anche meno qualità nella gestione del possesso palla e nell'ultimo passaggio. E' realistico pensare che Lerda lo impiegherà molto più in trasferta che in casa. Ma a Obodo basterà?




VENERDI' 17 SETTEMBRE (ORE 13,00)

AVANTI CON OBODO!


Avanti con Obodo! E' l'elemento giusto per equilibrare il centrocampo del Toro, che, in questo modo, nella fase di "possesso" mantiene e ribadisce il modulo 4-2-3-1 caro a Lerda, e, nella fase di "non possesso", si trasforma in un 4-3-3, con la cerniera De Vezze-De Feudis (Zanetti)-Obodo a protezione del trio Sgrigna-Bianchi-Iunco. Obodo è molto pericoloso nelle "incursioni".




GIOVEDI' 9 SETTEMBRE (ORE 11,00)

AIUTATE PETRACHI


I tifosi vengano incontro almeno a Petrachi! Ferme restando le critiche rivolte a Ciro, si rispetti, ed anzi, si esalti il lavoro compiuto da questo grande direttore sportivo, capace di veri e propri "giochi di prestigio" senza un Euro in tasca. A gennaio ci ha quasi portati in Serie A con gente sconosciuta: vi pare poco? Anche adesso sono arrivati, se possibile, elementi di maggior talento.





MERCOLEDI 26 GENNAIO 2010 (ORE 20,00)

LERDA E IL MODULO 4-3-1-2

E’ di oggi la notizia che Lerda sta provando a cambiare qualcosa nel sistema di gioco che usualmente propina a giocatori e tifosi. Con i nuovi acquisti e specialmente con l’arrivo di Antenucci, anche il sergente Lerda ha capito che perseverare nel suo prediletto 4-2-3-1 sarebbe uno sbaglio. Non si può scegliere tra Bianchi e Antenucci, né far giocare quest’ultimo (24 gol lo scorso anno) lontano dalla porta avversaria o addirittura in fascia. L’idea di Lerda, dunque, è quella di utilizzare due attaccanti puri (Bianchi e Antenucci) e una mezza punta qualche metro dietro, ruolo che può benissimo essere interpretato sia da Sgrigna che da Gasbarroni. 4-3-1-2 o, a seconda dei movimenti delle punte, 4-3-3. Utilizzando questo sistema di gioco il centrocampo andrebbe sicuramente meno in sofferenza, permettendo a Budel, un regista dal passo non rapidissimo, di essere ben protetto ai suoi fianchi da De Vezze e De Feudis, liberandosi così da esasperati compiti di interdizione e dedicandosi maggiormente alla costruzione della manovra





GIOVEDI 20 GENNAIO 2010 (ORE 08,00)

Giovedì 20 Gennaio di incroci e trattative a Milano. Il ds Petrachi si muove su più strade (e tutte sommamente accidentate) al fine di arrivare agli obiettivi prestabiliti da tempo. Dopo Budel, tassello fondamentale voluto, richiesto e garantito a Lerda, si lavora su due giocatori in entrata. Un attaccante e un esterno. Oggi dovrebbe essere il giorno della trattativa per Antenucci. Fin da martedì scorso era stato programmato sul calendario l’incontro (che si spera risolutore) tra le parti. E le parti sono Cairo e Lo Monaco, assodato che il giocatore ha già dato il suo assenso al trasferimento. Tutto ruota sulla cifra che il presidente granata verserà nelle casse dei siciliani. Si parla di una possibile apertura di una comproprietà a 1,5 milioni di Euro. Una cifra ragionevole. Li metterà questi soldini il presidente? Non sarà facile la trattativa anche perché al Catania è arrivato un nuovo allenatore, Simeone, che potrebbe rivoluzionare le scelte di mercato e le conseguenti disposizioni tecniche. Oggi, comunque, se ne dovrebbe sapere un po’ di più, a meno che Lo Monaco non rinvii l’incontro a causa proprio dell’insediamento del nuovo allenatore e delle difficoltà a questo connesse. Capitolo esterno: si continuano ad aspettare con una certa ansia le notizie riguardanti Gabionetta e tenere calda la pista Foggia e D’Alessandro mentre per quel che riguarda lo sfoltimento della rosa, c’è da segnalare il rifiuto perentorio di Obodo al trasferimento all’estero o in un altro club di Serie B. ‘O la Serie A o rimango al Toro’. Questo, in sintesi, il ragionamento del nigeriano tornato ieri alla Sisport e già allenatosi per mezzora. Ragionamento non troppo dissimile è quello di Jurgen Saumel. Anche lui pare abbia rifiutato il Frosinone e un paio di proposte provenienti dalla Grecia ma sarebbe in predicato di abbracciare l’offerta di una squadra di serie B tedesca prossima alla promozione nella Bundesliga.




MERCOLEDI 12 GENNAIO 2010 (ORE 23,00)

BUDEL QUASI FATTA. LOVISO A CROTONE.
OGBONNA-NAPOLI: SI TRATTA

Fermento nel mercato granata. Petrachi è stato avvistato tutto il giorno all’hotel Hilton di Milano mentre era impegnato a confrontarsi con colleghi e procuratori. In mattinata il ds granata ha parlato con Gianluca Nani per la definizione del trasferimento di Budel al Torino. Il centrocampista del Brescia, attualmente è in comproprietà con il Parma e al duo, qualche ora dopo, si è aggiunto Leonardi, ds del Parma (fonte Sky). Manca ancora qualche dettaglio ma il trasferimento pare praticamente cosa fatta. Petrachi, poi, a fine mattinata ha salutato Loviso, girato in prestito al Crotone, e poi si è tuffato in un colloquio con Bigon, ds del Napoli, per trattare la cessione di Ogbonna. L'operazione è in fase di stallo ma le parti non sono lontane. Il Napoli è arrivato ad offrire 7 milioni di euro per l’intero cartellino. Il Toro pretende, come minimo, 10 milioni. La differenza non è enorme però alcuni operatori di mercato vicini alle due squadre danno l’affare prossimo alla conclusione e orchestrato così: apertura di una comproprietà fissata a poco meno di 5 milioni di euro che il Napoli verserà al Torino per la comproprietà del cartellino con la possibilità, per il Toro, di vedere schizzare il valore del giocatore qualora Ogbonna riuscisse ad integrarsi bene a Napoli e, magari, essere convocato in Nazionale da Prandelli (le voci a tal proposito ci sono e pure insistenti).





GIOVEDI 17 DICEMBRE 2010 (ORE 10,00)

BATTERE L'EMPOLI PER AGGANCIARE I PLAYOFF

Ultima partita dell’anno per il Toro di Lerda e ultima fatica vera prima di qualche meritato giorno di respiro. Contro l’Empoli il Toro cerca il suo nono risultato utile consecutivo e l’aggancio alla zona play off, distante solamente due punti. Ma nella settimana che porta alla sfida contro i toscani di Aglietti è ormai il discorso inerente al calciomercato a suscitare il massimo interesse nei tifosi. Pare assodato che la società granata voglia intervenire per acquistare un centrocampista di sostanza, fisicità e contestualmente anche buona qualità (un altro Obodo, in sintesi, sperando che possa fare meglio del nigeriano) e due esterni, atteso che Scaglia, Stevanovic e Filipe hanno deluso. Come recita “La Stampa” nell’edizione odierna, Petrachi si sta inoltre muovendo con il Genoa per strappare la possibilità di comprare la metà del cartelino di Lazarevic. Trattativa complessa, questa, perché il Torino vanta un diritto di riscatto della metà del giocatore ma la società ligure, a sua volta, ha la possibilità di contro riscattare la eventuale offerta cairota. Trattativa complessa ma non impossibile, stante l’ottimo lavoro nell’ombra del direttore sportivo granata e i suoi buoni rapporti con Preziosi. Il valore di mercato del giovane centrocampista oscilla tra 1/1,5 milioni di euro. Rilevarne la metà sarebbe il primo vero affare di Gennaio.




VENERDI 10 DICEMBRE 2010 (ORE 12,00)

OGBONNA AL NAPOLI - BUCCHI AL TORO?

Sempre più insistenti le voci che parlano di Angelo Ogbonna sul piede di partenza da Torino. Voci provenienti da Napoli mi informano che Bigon, ds partenopeo, vuole fortissimamente il difensore centrale della Nazionale Under 21. Il Toro, per Ogbonna, chiede circa otto milioni di euro. Il Napoli sarebbe pronto a offrirne quattro/cinque. Le parti, dunque, fin dall'inizio non sarebbero lontanissime. La squadra partenopea vorrebbe inoltre inserire qualche contropartita tecnica nell’affare. I nomi che si stanno facendo nelle ultime ore sono quelli di Christian Bucchi, prima punta di esperienza (33 anni) che potrebbe sostituire Pellicori come vice Bianchi ed Erminio Rullo, ventiseienne terzino sinistro ex Triestina e Lecce in scadenza di contratto. Di certo il Torino, se deciderà di cedere il suo gioiello, lo farà soltanto nell’ottica della massima ottimizzazione economica per cui le possibili contropartite tecniche appena citate sarebbero solo un corollario alla cifra richiesta in partenza.




GIOVEDI 25 NOVEMBRE 2010 (ORE 12,00)

A PIACENZA PER DARE CONTINUITA'

Dare continuità. Procrastinare le prestazioni, oltre ai risultati postiivi. Il Torino, reduce da cinque risultati utili consecutivi, è una squadra che lentamente sta prendendo coscienza di se. Le ultime due prestazioni lo hanno testimoniato: personalità, identità di squadra, grinta, idea tattica ben precisa. Il Torino ha dimostrato nelle ultime due uscite di avere un'idea di COME giocare. Ha commesso tantissimi errori, ancora, specie in difesa. Ma sono errori commessi in virtù di un tentativo. Quello di giocare in una certa maniera. Quello di giocare come impone Lerda: difesa altissima, ripartenze veloci, inserimento degli esterni anche centralmente, pochi lanci in verticale ma aggressione verticale degli spazi e schemi sui calci piazzati. Si sta intravedendo qualcosa, cari tifosi. Qualcosa che si chiama IDEA CALCISTICA. Può essere giusta o sbagliata, adatta o non adatta a questa squadra. Però inizia ad insinuarsi nel gioco del Torino. Per questo sono contento della fiducia attribuita a Lerda da società e tifosi. Avanti così.




GIOVEDI 18 NOVEMBRE 2010 (ORE 13,30)

UN NUOVO D.G.? NON SERVE SENZA SOLDI DI CAIRO

Facendo seguito alla lettura attenta dell'intervista esclusiva che Pierpaolo Marino, oggi, ha concesso a Tuttosport, mi lascio andare ad un commento. Quello che manca al Torino non è il Pierpaolo Marino di turno. Sarebbe l'ennesimo direttore sportivo generale che andrebbe a porsi in contrasto con quello già esistente (Gianluca Petrachi) dando la stura a sovrapposizioni professionali che sfocerebbero, inevitabilmente, nella dipartita di Petrachi stesso. Ha un bel dire, Marino, che “Petrachi è bravissimo ma inesperto e che al Torino manca una figura di personalità che sappia confrontarsi con Cairo in misura paritetica”. Ma…domanda: Foschi non aveva quell'esperienza e personalità? Stentiamo a non crederlo. E Doriano Tosi, ora ds alla Sampdoria? Mah... . No, signori, quello che serve al Torino non è un altro uomo mercato (Petrachi ha dimostrato di esserne all'altezza pure con zero euro come budget) ma un amministrativo, una figura disinteressata e amante del Torino che converga su di se anche la comunicazione, che conosca l'ambiente e sappia gestire rapporti tifoseria-società, Filadelfia-società, settore giovanile-società. Ecco cosa manca realmente al Toro. Questa figura, però, sottintenderebbe un impegno preciso da parte di Urbano Cairo. Un impegno anche e soprattutto economico. E su questo tasto, il presidente non pare sentirci molto bene, forse anche perché non ne ha le possibilità. La morale? Meno propaganda, più fatti. Meno girandole di nomi + Filadelfia, Settore Giovanile, Strutture di Allenamento ecc ecc.




SABATO 13 NOVEMBRE 2010 (ORE 17,40)

IL TORO C'E'! OTTIMO PA-REGGIO

Ottimo pari granata. Dopo tanto tempo in cui si attendeva una prestazione da Squadra, finalmente questa è arrivata. Attenzione: prestazione da squadra, significa non soltanto poter ammirare un certo tipo di carattere, fin'ora soltanto trapelato in qualche scampolo di partita passata. Significa anche aver tenuto un atteggiamento tattico ben preciso: molto ordinato e attento, con i reparti corti tra di loro e compatti. Si è visto un centrocampo ringalluzzito dalla capacità di Scaglia e Lazarevic di interpretare entrambe le fasi, dando così la possibilità ai due mediani centrali di non essere sempre in affanno ed emergere anche con buone giocate (De Vezze, migliore in campo). Molto positiva è stata la partita di D'Ambrosio, le cui sgroppate sulla destra hanno garantito maggiore ampiezza della manovra, sovrapposizioni ed un appoggio costante in fase di possesso palla, oltre al conseguente pressing alto in fase di non possesso. Ottimo pure Ogbonna mentre meno positivo è apparso Zavagno, in forte sofferenza nel primo tempo. La squadra, comunque, ha dimostrato di essere cresciuta rispetto solo alla scorsa settimana: avanti così!




MERCOLEDI 10 NOVEMBRE 2010 (ORE 20,00)

TORO CROSS: BIANCHI RINGRAZIA

La partita di martedì sera, al solito noiosissima nella dinamica del gioco, ha palesato il più facile e banale concetto legato al mondo del calcio. Se si prova a sfornare cross dal fondo, la pericolosità dell'azione offensiva aumenta. Se poi si ha la fortuna di avere un attaccante centrale come Rolando Bianchi, ecco che la sopracitata pericolosità raggiunge livelli esponenziali. Contro l'Albinoleffe, finalmente, il Torino ha giocato con due "ali" pure in mediana: Scaglia e Lazarevic. Non hanno giocato granchè bene e non hanno prodotto cross a catinelle. Scaglia, in special modo, forse a causa di una condizione fisica non ottimale, è ancora il lontano parente del giocatore apprezzato nello scorso campionato. Però proprio da lui e grazie al suo piede si è finalmente visto spiovere un cross decente dalla linea di fondo. Un cross che si è trasformato in assist per Bianchi. Da qui la solita trita e ritrita considerzione: ma non sarebbe più logico insistere su Scaglia (un'ala) piuttosto che impiegare Iunco (un attaccante/seconda punta) in quella zona del campo? E poi, quando Gasbarroni starà meglio, non sarebbe cosa buona e giusta concedere qualche boccata d'ossigeno al giovane promettente ma acerbo Lazarevic che sembra non abbia ancora la forza nelle gambe per calciare cross a centro area? Di sicuro Lerda, che è un testone, andrà avanti per la sua strada. La sua testardaggine, e ci ripetiamo, sarà sempre il suo più grande limite e contestualmente il suo punto di forza. Dunque, fiducia e tempo a Lerda che non è ancora riuscito a dare il gioco che professa e insegna alla squadra ma che è riuscito, anche con un pizzico di fortuna, a guadagnare ulteriore tempo per provarci. Coraggio.




MERCOLEDI 3 NOVEMBRE 2010 (ORE 20,00)

LA SQUADRA E' CON LERDA

La vittoria in casa contro l'Ascoli, maturata in un clima surreale con i tifosi a fare da presidenti e Urbano Cairo a scontare un Daspo forzato, ha testimoniato alcuni aspetti fondamentali: 1) I giocatori non hanno giocato contro l'allenatore, nè esiste la volontà da parte loro di "fare fuori" il loro conducator (come era stato ventilato da più parti la scorsa settimana). 2) Il Toro non è guarito: contro una delle formazioni più deboli e maggiormente in crisi di tutta la serie B, Ogbonna e compagni sono riusciti a complicarsi la vita immediatamente, rendendo angosciosa e iper difficoltosa la vittoria. 3) Se il Toro non è guarito, perlomeno ha allentato la tensione. Quella che è scesa in campo all'Olimpico, lunedì sera, era una squadra attanagliata (specie nel primo tempo) dalla paura. Poi, mano a mano che i minuti trascorrevano, i granata hanno preso coraggio. La speranza è che questi ragazzi vivano con minore trasporto e maggiore allegria i novanta minuti sul campo, tenendo, invece, il massimo atteggiamento di professionalità durante la settimana. 4) "Nuntio vobis gaudium magnum": Habemus terzino sinistro oltre a Garofalo: Zavagno! L'italo argentino non è soltanto una meteora. E' un giocatore che può tornare utile a Lerda e sia contro il Bari in Coppa Italia, sia di fronte ai marchigiani, lo ha dimostrato.
5) Lerda ha la testa più dura di uno Zeman, un Glerean o qualunque altro maniaco tatticista di professione allenatore. E' il suo grande limite. MA...può essere la sua grande, immensa forza. Unica indicazione in questo caso: lasciarlo lavorare e dargli ancora tanto, ma tanto, ma tanto tempo a disposizione.




MERCOLEDI 27 OTTOBRE 2010 (ORE 20,00)

LERDA E LE SECONDE LINEE

Un allenatore a rischio non parlerebbe col presidente, con questo presidente, poche ore dopo la sconfitta pur gravissima contro il Frosinone. Cairo, infatti, non si sarebbe fatto trovare, l'avesse voluto mandare via. Un allenatore a rischio non metterebbe in imbarazzo il rapporto Cairo-Petrachi, dando la stura ad una girandola di voci, peraltro poi smentite, che vedrebbero il patron infastidito dagli ultimi movimenti del ds granata, intento a cercare un sostituto dell'attuale mister. Un allenatore a rischio, infine, non utilizzerebbe tutte le seconde linee a disposizione in una gara secca di Coppa Italia, ammesso e non concesso che la codesta competizione non desti alcun tipo di interesse. No, Lerda non rischia (ancora) la panchina, almeno fino alla prossima gara interna contro l'Ascoli, laddove forse nemmeno un ipotetico quanto sciagurato pareggio ne causerebbe l'esonero. Però sono onesto: io non schiererei contro il Bari tutte, tutte, ma proprio tutte le riserve. Non vorei mai ritrovarmi a contare i gol incassati con il pallottolliere... .




DOMENICA 23 OTTOBRE 2010 (ORE 17,00)

LERDA ESONERATO O CONGELATO ?

Disastro Toro. Squadra incapace di segnare. Squadra inabile a difendersi. Nessuna manovra di gioco commentabile, nessuno sprazzo di gioco. Nessuno. Dal punto di vista sportivo, stiamo parlando di una regressione, addirittura, rispetto alle prime giornate. Una regressione sotto vari punti di vista: tattici, tecnici, mentali, sopratutto mentali e atletici. Si è spesso difeso Lerda per non avere avuto il tempo di costruire e amalgamare i giocatori secondo i suoi dettami tecnico tattici. Il punto, però, è che più passa il tempo e più questa squadra peggiora. Che fare? La posizione di Lerda è molto più che traballante. Conoscendo Cairo e, in una SITUAZIONE NORMALE di gestione cairota, Lerda stasera sarebbe esonerato. L'unica salvezza del mister fossanese, a questo punto, è tutto ciò che sta attorno al piano sportivo. La presunta o possibile trattativa in corso con gli arabi o chi per essi potrebbe congelare la posizione di Lerda in attesa che, una volta completato il trasferimento di proprietà, i nuovi acquirenti decidano cosa fare e chi mettere al suo posto. Ecco, se si volessero trovare dei segnali riferiti ad una possibile trattativa in corso, il "congelamento" di Lerda potrebbe essere un piccolo ma importante elemento probante. Perchè se Cairo sta realmente vendendo (sottolineo il SE), non andrebbe a far pesare sul bilancio di una società in prossimità di essere ceduta un ennesimo allenatore scelto da lui e non mi pare sia il tipo di persona che si azzardi ad assumere un allenatore indicato da altri (cioè i possibili acquirenti) prima che sia formalizzata una vendita. In sintesi; se Lerda verrà confermato (MA NOI NON LO CREDIAMO), vorrà dire che, molto probabilmente, Cairo starà passando la mano... .




MERCOLEDI 20 OTTOBRE 2010 (ORE 22,30)

PERO': SENTO PUZZA DI BUFALA


Non ho elementi per poter dire con certezza se quello che asserisce con estrema sicurezza il sito internet "Però Torino" corrisponda al vero, oppure no. Non so nemmeno se il sito stesso sia il sito internet ufficiale di questa testata giornalistica. Non so nulla. Da giornalista, mi limito a leggere e a dubitare per tutta una serie di motivi: 1) Il modo in cui viene scritta la faccenda, molto poco giornalistico e molto, troppo tifoso (non è un diario ma un articolo di cronaca e come tale richiederebbe pur sempre uno stile adatto); 2) Può sempre succedere che qualche volta una testata locale "piccola" riesca a scovare uno scoop prima delle grandi, ingenti e meglio dotate testate nazionali, ma tutto ciò resta, comunque, un evento rarissimo; 3) Una volta che lo scoop esce allo scoperto, poi, di solito tutte le altre fonti mediatiche si buttano sopra la notizia nel tentativo di "cavalcare l'onda". Ebbene...sono passate 24 ore dalle sparate di Però Torino e nè La Stampa, nè Tuttosport, nè Gazzetta dello Sport, nè Sky ecc ecc ecc si lasciano andare a commenti così perentori. Anzi...tutto il contrario. Non so voi ma mettendo insieme tutti questi elementi, uniti alla dichiarazione di Trombetta ("sono totalmente estraneo a quanto scritto da Però Torino")..beh, io, purtroppo, sento puzza di bufala. Spero di sbagliarmi... .




MERCOLEDI 13 OTTOBRE 2010 (ORE 23,00)

VITTORIA-TORO! E' LA SVOLTA DELLA STAGIONE?


Sono sincero: fino all'82' minuto di Torino-Vicenza ero sicuro che la Torino granata nella sua accezione più ampia, i suoi tifosi, la proprietà, la squadra e l'allenatore fossero ripiombati nel baratro più buio e profondo. Vedevo le angosce della quinta sconfitta in nove partite, i tormenti della piazza, la pressione della stampa, la contestazione ancora più feroce degli ultrà ed una situazione totalmente insostenibile per i giocatori. Vedevo Lerda stritolato dalle polemiche senza vie d'uscita, ad un passo da un esonero inevitabile dopo una probabilissima sconfitta pure a Livorno. Pensavo a come fosse possibile che un ennesimo allenatore, un bravo allenatore, venisse triturato, arrostito, bollito e bollato, senza avere nemmeno il tempo di capire il perchè. Vedevo nero, si, tutto nero, benchè in campo il Torino giocasse meglio dell'avversario ma conservasse la sempreverde "sfiga", si, la "sfiga" per gli autogol, i pali ed i fuorigioco millimetrici e perennemente sanzionati a sfavore. Vedevo nero fino al lampo di Lazarevic, il più piccolo, il più ingenuo e sfrontato, la classica ventata di aria fresca inebriante e frizzante. Rigore e gol di Bianchi! Da quel momento la prospettiva è mutata, radicale e repentina. Ho ritrovato l'equilibrio, la speranza di avere una crescita costante e crescente nel tempo di un' annata finalmente diversa, 'straordinariamente' normale nelle difficoltà e nelle soluzioni da trovare a queste. Mi sono destato sfibrato ma con il Torino vincente. Forse stasera è nato un nuovo Toro. Sicuramente, quello vecchio, di Toro, si è dato un'altra chance: avere tempo per progredire...Forse.




MERCOLEDI 6 OTTOBRE 2010 (ORE 18,30)

A BERGAMO COL 4-3-3 ?


Forse Lerda cambierà modulo! La notizia non è ancora sicura, e l'ossessività per il 4-2-3-1 dell'allenatore granata inizia ad essere nota ai più. Però, dopo la brutta prestazione contro il Portogruaro (si è vinto, ma che pena!) anche Lerda forse si è convinto che andare a rischiare una figuraccia in quel di Bergamo contro una delle squadre più forti dell'intero campionato, non è una buona idea. Meglio coprirsi, non lasciare da soli i due centrocampisti centrali ed inserire nuovamente Obodo per dare solidità e robustezza al centrocampo. Largo al 4-3-3, dunque, con il sacrificio di Lazarevic ed il probabile ritorno di Iunco dall'infortunio.




SABATO 2 OTTOBRE 20101 (0RE 20,00)

TORO VINCE MA NON CONVINCE


Vittoria, si ma che pena! Un Toro senza un briciolo di gioco 'ruba' tre punti ad uno degli avversari più scarsi che abbia mai visto calcare il terreno dell'Olimpico. Da segnalare, infatti, quello che è accaduto sul finire del primo tempo quando, nonostante il vantaggio granata, il pubblico ha iniziato a fischiare sonoramente, stremato da uno spettacolo indecente degno di una qualunque partita di terza/quarta divisione. Contro il Portogruaro è mancato tutto: circolazione della palla, profondità sulle fasce laterali, giuste distanze fra le linee dei reparti. Tutto. Novanta minuti di calci, botte, campanili e solite palle lunghe, nella speranza che San Rolando Bianchi risolva la pratica. Ora, Lerda è stato preso per dare un gioco a questa squadra. Ebbene, dopo un mese di lavoro con tutta la rosa a disposizione e dopo due mesi e mezzo di allenamenti estivi con buona parte dei calciatori che oggi sono scesi in campo dall'inizio (Pratali, D'Ambrosio, Ogbonna, Zanetti, Belingheri, Lazarevic e Bianchi), questa squadra ha dato la sensazione di regredire rispetto alle primissime gare, al match di Sassuolo o ai primi trenta minuti con il Novara. Regredire. Regredire nel gioco, nelle convinzioni, nelle aperture a memoria, nella linea difensiva alta, nel pressing offensivo sui difensori avversari (peculiarità intraviste, seppur approssimatamente, in qualche gara passata). Non ho visto una squadra spenta, per carità. Ho annotato una squadra senza idee. E questo è molto pericoloso perchè non sempre in futuro si vincerà grazie agli autogol avversari e non sempre ci sarà un Cristante pronto a tirare sulla traversa un calcio di rigore in movimento all'ultimo minuto della partita. Urge cambiare. Ed è meglio dirselo oggi che si è vinto piuttosto che dopo una sconfitta... .




GIOVEDI 30 SETTEMBRE 2010 (ORE 18,30)

TESTA DI MAIALE DAVANTI ALLA SEDE


Ennesimo atto vandalico da parte di una frangia estremista della tifoseria granata. Da notare la scritta che ha accompagnato il "regalo": "Vattene porco", chiaro riferimento alla presidenza granata.
Ebbene, la mia riflessione, coerente fin dal principio della contestazione, è sempre la stessa: i tifosi hanno il sacrosanto diritto di criticare ma io preferisco di gran lunga le bandiere e le sciarpe giallonere a questi gesti intimidatori e di stampo (passatemi il termine) piuttosto mafiosetto. L'invito ad andarsene, poi, prescinde sempre dalla certezza, da parte di queste persone, che il Torino abbia la fila di compratori alle spalle. Se, oltre alle scritte "Game Over" ecc., questi signori scrivessero i nomi di quelli che domani mattina comprerebbero il Toro, ne sarei straordinariamente felice. La scritta, ovviamente, andrebbe in granata... .




MERCOLEDI 29 SETTEMBRE (ORE 13.00)

LERDA, E' IL MOMENTO DI OBODO!


L'ho già scritto la scorsa settimana ma alla luce della sconfitta contro il Pescara sono costretto a ripetermi: caro mister Lerda, non vuoi cambiare il tuo modulo di riferimento perchè credi e vuoi realizzare il tuo progetto tattico? Va bene, avanti ancora con il 4-2-3-1 ma, per favore, al posto di uno dei due giocatori in mediana, inserisci Obodo. Secondo me uno tra De Feudis/De Vezze deve essere sacrificato in luogo del possente nigeriano, l'unico centrocampista granata dotato di quella fisicità tale da poter "fare un pò più filtro" rispetto agli altri due, sempre tenendo conto di quanto sia difficile opporre resistenza se si gioca con soli 2 uomini in mediana e gli avversari sono in 4. Urge che Sgrigna, Lazarevic e Iunco (se giocherà) facciano entrambe le fasi. Mourinho con Eto'o ci riusciva. Benitez ora ha qualche difficoltà. Però non mi vedo Garofalo urlare a Lerda: "Se non corrono io me ne vado, esco". Non so voi, ma io non me lo vedo proprio... .



MERCOLEDI 29 SETTEMBRE (ORE 10.00)

PETRACHI-BIANCHI - IL DS HA FATTO BENE!


E' difficile far capire ai tifosi il motivo per il quale ritengo che Petrachi abbia fatto bene a rispondere a Bianchi in quel modo. E' difficile perchè io non osservo questa 'querelle' dal punto di vista "politico-societario" ma esclusivamente da quello politico-sportivo, del "campo". Ebbene se Petrachi avesse lasciato impunita l'esternazione di Bianchi ("perdiamo perchè non ci conosciamo e perchè il problema è che in questa società si cambia sempre") avrebbe concesso a tutta la squadra un alibi enorme, quello cioè che tanto, se si perde, è colpa della società che ha nuovamente cambiato tutti quest anno. Parliamoci chiaro: Bianchi ha espresso concetti sacrosanti in linea generale, tenuto conto della storia del Torino Fc in questi ultimi 5 anni, ma era inevitabile l'intervento della dirigenza al fine di tenere in pugno la squadra, da un lato, legittimando ulteriormente Lerda dall'altro. Bravo, dunque, a Petrachi, che ha gestito al meglio la situazione e alla fine, per riappacificarsi "pubblicamente" con Bianchi, ha fatto ricadere le colpe sulla stampa, come prassi nel mondo del calcio.



MERCOLEDI 22 SETTEMBRE (ORE 23.00)

CHE FINE HA FATTO SCAGLIA?


Tempi duri per Scaglia: non soltanto è arrivato a Torino tardi, troppo tardi per integrarsi rapidamente negli schemi di Lerda e sfoggiare una condizione fisica invidiabile. Ma tardi anche perchè, ora come ora, rischia di retrocedere nelle gerarchie dell'allenatore, chiuso a sinistra da Sgrigna e a destra dal prorompente Lazarevic. Ma attenzione a non sottovalutare il miglior giocatore dei play-off dello scorso anno. Scaglia saprà farsi largo e diventerà anche quest'anno uno dei perni del Torino, fidatevi. Basta solo ricordare che il buon Gigi rappresenta l'unico esterno vero di ruolo nell'intero organico.




MERCOLEDI 22 SETTEMBRE (ORE 22.30)

SGRIGNA MEGLIO A SINISTRA


Proprio così: per quanto conosco Sgrigna e per come ha giocato in queste partite, l'ex attaccante del Vicenza sembra risultare più pericoloso partendo dalla corsia mancina per poi rientrare sul piede preferito (il destro) e andare alla conclusione o al passaggio filtrante. Dopo le prime partite non esaltanti l'ex attaccante del Vicenza sta facendo vedere le caratteristiche per le quali è stato acquistato: avanti così!




MERCOLEDI 22 SETTEMBRE (ORE 21,30)

PRESTO UN CASO OBODO?


E'presto per parlare di un vero e proprio "caso Obodo" ma il fatto che Lerda non abbia schierato il giocatore africano dal primo minuto contro il Novara, è certamente un fatto che non può passare inosservato. Obodo è un giocatore che, se in condizioni fisiche integre, fa la differenza in serie B. Mi ronzano ancora nella mente le parole di quel giocatore di un'altra squadra cadetta (di cui non ricordo più il nome) che si chiedeva stupito: "Ma che ci fa uno come Obodo in serie B?". Il problema sta nella collocazione del nigeriano nello scacchiere tattico di Lerda. Bravo a inserirsi centralmente partendo dalla mediana, Obodo garantisce maggiore copertura se utilizzato come trequartista centrale dietro Bianchi nel 4-2-3-1 ma, inevitabilmente, anche meno qualità nella gestione del possesso palla e nell'ultimo passaggio. E' realistico pensare che Lerda lo impiegherà molto più in trasferta che in casa. Ma a Obodo basterà?




VENERDI' 17 SETTEMBRE (ORE 13,00)

AVANTI CON OBODO!


Avanti con Obodo! E' l'elemento giusto per equilibrare il centrocampo del Toro, che, in questo modo, nella fase di "possesso" mantiene e ribadisce il modulo 4-2-3-1 caro a Lerda, e, nella fase di "non possesso", si trasforma in un 4-3-3, con la cerniera De Vezze-De Feudis (Zanetti)-Obodo a protezione del trio Sgrigna-Bianchi-Iunco. Obodo è molto pericoloso nelle "incursioni".




GIOVEDI' 9 SETTEMBRE (ORE 11,00)

AIUTATE PETRACHI


I tifosi vengano incontro almeno a Petrachi! Ferme restando le critiche rivolte a Ciro, si rispetti, ed anzi, si esalti il lavoro compiuto da questo grande direttore sportivo, capace di veri e propri "giochi di prestigio" senza un Euro in tasca. A gennaio ci ha quasi portati in Serie A con gente sconosciuta: vi pare poco? Anche adesso sono arrivati, se possibile, elementi di maggior talento.
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