 “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Pregando poi, non sprecate parole come i pagani... il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. (Mt 6,6)
Pregare: dialogare con Dio, cercando un contatto con ciò che non vediamo, ma sentiamo, dentro e fuori di noi. Quante volte abbiamo visto un segno della croce precedere un evento importante? Nello sport, ad esempio, succede spesso, prima delle gare. Così come si punta un dito verso il cielo, in seguito a una vittoria.
Hanno fatto il giro del mondo i pellegrinaggi di Cesare Prandelli, e del suo staff, dopo i successi azzurri nei campionati europei di calcio. Ventuno chilometri per raggiungere un convento di Frati Camaldonesi. Undici per un Santuario della Divina Misericordia. Dieci per una parrocchia della Sacra Famiglia.
In tempi di relativismo morale, e di fango sulla Chiesa, è fondamentale che i personaggi pubblici offrano un modello di spiritualità ai giovani. E, quando capita dopo gioie terrene, che potrebbero trasmetterci l’illusione dell’autosufficienza, è ancora più importante. C’è bisogno di “buoni esempi”.
Spero che le ore e ore di marcia (fino a 4, con rientro alle 7,15 del mattino!) siano state interpretate nel modo corretto. Un ringraziamento dopo le vittorie contro Irlanda, Inghilterra e Germania, d’accordo. Ma un ringraziamento, comunque, per tutto ciò che già abbiamo, e di cui, troppo spesso, ci dimentichiamo.
E se c’è chi ritiene di avere poco, perché scarsamente premiato dalla vita, l’esempio è un contatto prolungato con il Signore, benefico in qualsiasi momento, anche senza una vittoria. Anzi: soprattutto nella sconfitta, consapevoli che la Vittoria autentica, la Felicità Assoluta, si raggiunge “dopo”.
Prandelli, proprio in campo, da oscuro mediano di fatica, aveva imparato il valore della sofferenza fisica. Perdendo una moglie, alla quale era legatissimo, ha conosciuto quella morale. Non è certamente, quindi, una persona a cui, quaggiù, è andato tutto per il verso giusto. Per questo, il suo insegnamento è meraviglioso. |